Maturità 2022, parlano i presidi: “Ritorno alla normalità segnale importante ma atteniamoci a ciò che si è fatto in classe”

Mentre gli studenti si preparano a protestare in piazza contro la maturità del ministro Bianchi, i presidi tendono una mano ai propri alunni rassicurandoli su seconda prova e colloquio

L’annuncio del ministro Bianchi sulla Maturità 2022 ha aperto ad un dibattito interno al mondo della scuola. Mentre gli studenti si preparano a manifestare nuovamente dopo le proteste della scorsa settimana, incentrate sull’alternanza scuola-lavoro e le morti bianche, presidi e docenti valutano quanto messo nero su bianco dal ministero rispetto l’esame di Stato.

“La presenza di almeno uno scritto era data per certa secondo le indiscrezioni uscite negli ultimi mesi – afferma Cristina Costarelli, preside del liceo Newton di Roma e presidente Anp del Lazio -. Affrontare una prova di italiano è importante per studenti che negli ultimi due anni, a discapito di pandemia e lockdown, si sono esercitati in questo senso. Per la seconda prova, invece, sono in linea con quanto affermato dal presidente Giannelli ma nel caso si dovesse decidere di farla il fatto che gli argomenti verranno decisi dai docenti interni della scuola deve rassicurare gli studenti che non ci sarà un approccio punitivo ma si terrà conto di quanto fatto in questi ultimi anni”.

“Sicuramente è stata una scelta di mediazione che vuole dare un segnale importante di ritorno alla normalità – afferma Paola Senesi, preside del liceo romano Giulio Cesare -, il fatto di aver previsto la commissione interna sia per l’esame che per la costruzione della seconda prova scritta, interna alla scuola e su una delle due materie di indirizzo, lascia manovra ai docenti che sanno quali argomenti sono stati affrontati in classe dai propri alunni. Noi verifichiamo costantemente la programmazione realizzata durante l’anno, benché, certamente, stiamo cercando di recuperare il tempo perduto tra didattica a distanza e altre modalità”. Gli studenti dal canto loro avrebbero voluto una prova in meno o che gli scritti fossero del tutto eliminati vista la discontinuità scolastica di molte classi. “Comprensibilmente sono un po’ perplessi, si devono riorientare a questa prospettiva – spiega Senesi- abbiamo ancora vari mesi per far si che si possa arrivare ad un risultato adeguato di conclusione del loro ciclo di studi”.

Per quanto riguarda il colloquio, la cui modalità in presenza o online dipenderà dall’andamento della curva pandemica, rimane uno “strumento necessario per la dimensione della competenze interdisciplinari ottenute, fondmentale per valutare la maturità dei ragazzi”, spiega Costarelli. Mentre l’autonomia sulla seconda prova potrebbe generare delle disuguaglianze: “In questa modalità lo studente di un istituto con lo stesso indirizzo potrebbe avere un esame più difficile rispetto un altro”. Una certezza che potrebbe essere mitigata da una serie di linee guida del ministero a cui attenersi.

La protesta degli studenti

Ancora una volta la richiesta degli studenti è di essere prima di tutto ascoltati e condierati come parte attiva delle decisioni prese: “Vogliamo una maturità che tenga conto degli ultimi tre anni di scuola a singhiozzo, tra didattica mista e a distanza. Una maturità che dia importanza e spazio ai percorsi personali con una tesina e niente scritti”. Ad affermarlo è la Rete degli studenti medi che ha annunciato la mobilitazione generale per venerdì 4 febbraio in tutta Italia.

“Andremo direttamente sotto il Ministero – afferma a Corriereuniv.it Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale -. Abbiamo aspettato fin troppo. Servivano certezze per gli studenti e non patiboli: l’esame così rischia di essere una condanna per tutti noi”. E poi l’accusa a Bianchi: “Il ministero non convoca le associazioni studentesche da mesi. Ci aspettavamo, però, che venissero comunque prese in considerazione le nostre proposte e le richieste di una comunità larga e responsabile. Non siamo dei nullafacenti, ma abbiamo seri dubbi che il nostro percorso formativo sia valutabile in questo modo”.

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