Le scade il Green pass mentre è in aula: prof di sostegno costretta a lasciare da sola l’allieva epilettica

E’ successo in un isituto scolastico di Riccione, in Emilia-Romagna. Lei si difende: “Faccio tamponi ogni 48 ore, non sono no vax ma servono nuove regole per poter garantire assistenza agli studenti fragili”.

Costretta ad abbandonare la scuola perché il suo Green pass è scaduto mentre seguiva la sua allieva che soffre di epilessia. È quanto capitato a una professoressa di sostegno di una scuola di Riccione, in Emilia-Romagna. Un caso destinato a riaprire le polemiche sull’utilizzo del certificato verde all’interno degli istituti scolastici.

La docente, infatti, era entrata a scuola come ogni giorno di mattina presto. Il suo orario prevedeva l’assistenza a un’allieva che soffre di crisi epilettiche fino a mezzogiorno ma la sua giornata lavorativa è finita alle 9.30 quando il dirigente scolastico l’ha convocata per farle sapere che avrebbe dovuto lasciare l’aula e la scuola. Da un controllo sulla piattaforma ministeriale è risultato, infatti, che il suo Green pass fosse scaduto da qualche ora e così la docente è stata invitata a lasciare l’istituto e quindi anche l’allieva epilettica che quindi è stata costretta a seguire le ore di lezioni successive senza assistenza specifica.

Non sono una no vax. Ricorro al tampone ogni 48 ore, perché soffro di malattie autoimmuni, ma anche perché mi sono ammalata di Covid lo scorso novembre ed ho ancora i titoli anticorpali altissimi. Anzi è stato il mio medico a sconsigliare di sottopormi al vaccino” ha tenuto a precisare la docente, intervistata oggi dal Corriere di Romagna.

Questo caso accende i riflettori sulle possibili difficoltà che potrebbero sorgere all’interno delle classi per quanto riguarda l’assistenza agli studenti diversamente abili o fragili. “Il Ministero deve tener conto delle differenze dei ruoli, come del fatto che non esiste un orario uguale per tutti i docenti. Ma soprattutto vanno lasciate sotto i riflettori le esigenze degli allievi diversamente abili o fragili perché i genitori affidano i figli alla scuola, sapendo che come punto di riferimento ci sarà un determinato prof di sostegno – ha specificato la docente – Molto spesso, inoltre, non è possibile organizzare sostituzioni in pochi minuti, sia perché ad ogni docente è già stato assegnato un ragazzo, sia perché nei primi giorni di scuola l’organico non risulta al completo”.

Total
1
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Digitalizzazione, l’Italia arretra nella classifica Ue: mancano gli sviluppatori

Next Article

"Scarti come me vi distruggeranno": chi è il killer di Perm

Related Posts
Leggi di più

Milano, supplenti rifiutano l’incarico: è emergenza

Per asili ed elementari è scattata la chiamata diretta dai presidi. Alle scuole secondarie superiori i problemi maggiori, con rinunce anche all’ultimo minuto. La scuola non è più sempre di più un parcheggio lavorativo?