Il Covid cancella anche la foto di classe: il ricordo dei compagni di scuola adesso si fa con le App

Il classico rito di fine anno “ucciso” dalle limitazioni della pandemia da Covid. Le mascherina coprono volti e sorrisi da pandemia che tutti hanno fretta di dimenticare.

C’erano i quattro ragazzi con la chitarra cantati da Venditti in “Notte prima degli esami” e i capelli evaporati di Fabris nel film di Verdone “Compagni di scuola”. E poi le espressioni svogliate degli alternativi di turno e il sorriso di chi non aspettava altro di immortalare quel momento per poter avere uno scatto da incollare sul diario o da appendere in camera. L’obiettivo per tutti era sempre lo stesso: riguardarla dopo qualche anno e vedere un po’ l’effetto che aveva avuto il tempo sui volti dei propri compagni di classe alle prese con la foto di fine anno. Un rito che il Covid ha letteralmente ucciso visto che nelle scuole italiane i flash e i sorrisi a favore di obiettivo da ormai un anno sono vietati o quasi.

Le scuole, infatti, hanno rinunciato ormai da tempo a scattare un’istantanea dei compagni di classe e dei loro professori attorno alla cattedra. Niente appuntamento sugli scalini o sulle panchine, magari litigando per i posti o organizzando scherzi: tutto ormai avviene sulle piattaforme, da casa. La foto di classe è malinconicamente a distanza: decine di App spiegano come renderle meno glaciali, più vere grazie all’utilizzo dei cartelli, colori, sfondi, slogan, ma guai a scattarne una dal vivo. C’è chi utilizza un sito che trasforma la propria foto in un avatar per poter ridisegnare la foto in digitale, oppure chi ha anche fatto uno screenshot alla griglia di Meet durante una lezione di didattica a distanza. Ma niente di più.

Anche chi di solito negli ultimi tempi si organizzava da solo per far scattare la foto all’esterno della scuola ha dovuto rinunciare a causa delle limitazioni dovute alla pandemia e soprattutto all’utilizzo della mascherina che, per forza di cose, ha azzerato l’espressione del viso di ognuno. Difficile capire, se dietro a una “chirurgica” o un FFp2, si nasconda un sorriso o un broncio. Ecco quindi che anche le famiglie dei più piccoli, dalle scuole elementari in su, hanno deciso di rinunciare al classico rito di fine anno. Nella speranza, magari, di dimenticare in fretta il Covid e tutto quello che ha significato in questi ormai 15 mesi di pandemia globale soprattutto a scuola.

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