La scuola anticipa gli scrutini e chiude prima. Il sospetto: c’è da risparmiare sui precari

Voti agli studenti dall’1 all’8 giugno “per il perdurare dell’emergenza pandemica”. Ma il motivo potrebbe essere un altro. Resta il piano estate

Voti agli studenti dall’1 all’8 giugno “per il perdurare dell’emergenza pandemica”. Ma il motivo potrebbe essere un altro. Resta il piano estate

Si chiude prima. In contrasto con la filosofia del piano estate, presentato con grande enfasi dal ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, le scuole anticipano i tempi delle verifiche finali e corrono verso scrutini anticipati.

I MOTIVI

E’ stato lo stesso Bianchi, in un’ordinanza che serve da indirizzo per gli uffici scolastici regionali, a dire che si possono anticipare gli scrutini dal primo giugno, “in ragione della perdurante emergenza pandemica”. Lo riporta il Fatto Quotidiano, secondo cui la vera ragione di tanta fretta risiederebbe nell’esigenza di risparmio. Come si evincerebbe dalla posizione dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, che anticipando gli scrutini in una data compresa tra l’1 e l’8 giugno sostiene che “un termine successivo richiederebbe di autorizzare la spesa aggiuntiva necessaria a prorogare il contratto di lavoro ad uno o più docenti”. Dunque la motivazione sarebbe quella di risparmiare sui contratti dei precari.

L’ESTATE

Con il risultato che in classe sono state accelerate interrogazioni e verifiche per stabilire in tempo utile promozioni e bocciature. Conclusa la scuola, con qualche giorno inutile ai fini della valutazione, resta il piano estate. Quasi seimila secondo le stime di Bianchi gli istituti che hanno presentato progetti per coinvolgere gli studenti nei mesi estivi. Per recuperare “spazi di apprendimento e di socialità” come aveva detto il ministro presentandolo.

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