Genova, baby rapinatori riconsegnano la refurtiva: “Non è firmata”

una foto di bulli

“Riprenditi questa roba, non ci interessa”. Ladri gentiluomini, o meglio pragmatici. E’ successo la scorsa notte a Genova, all’uscita di una discoteca frequentata da ragazzini di buona famiglia: un 16enne accerchiato da quattro coetanei mentre rientrava a casa e obbligato a consegnare cellulare, portafogli e giubbotto.

Alla minaccia con il coltello il ragazzino non ha opposto resistenza e ha consegnato immediatamente tutto nelle mani dei baby-ladri; peccato, però, che il telefonino fosse una “vecchia baracca” (secondo la definizione di uno dei rapinatori) e il giubbotto non fosse firmato. È finita, così, con la riconsegna del cellulare e del piumino: i 15 euro nel portafogli, invece, sono stati insaccati.

Un bottino misero che non avrà di certo soddisfatto i quattro rapinatori. Il 16enne, una volta allontanatosi dai bulli, ha digitato il numero della polizia proprio con la sua “vecchia baracca”. Gli agenti hanno raccolto l’identikit e si sono messi subito alla caccia dei rapinatori.

Negli ultimi tempi sono aumentati in Liguria fenomeni simili. Solo qualche giorno fa uno studente è stato rapinato da una banda di bay-bulli su un treno, mentre altri due ragazzini sono stati derubati nei parchi di Nervi. Si cercano soprattutto cellulari di ultima generazione e abiti firmati, ma il bottino rischia di essere sempre di pochi spiccioli.

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