Dietrofront del governo: niente più Dad con un positivo. Giannelli: “Sconcertante”

La nuova circolare sembrerebbe voluta dal primo ministro Mario Draghi. In mattinata lo stesso ministro Bianchi confermava invece quanto comunicato lunedì.

Non si torna al vecchio principio, con un contagiato in classe i compagni faranno lezione in presenza: dietrofront del governo che ha deciso di sospendere dopo neanche 24 ore la circolare firmata da MInistero dell’Istruzione e della Salute. 

Servono due casi di positività per i bambini dai sei anni ai 12 (elementari e prime medie), per lasciare tutti a casa e attivare la Dad. Per gli altri più grandi (che sono per l’85 per cento vaccinati) resta il sistema della “sorveglianza attiva con i tamponi”: stanno a casa soltanto i positivi, andrà in Dad tutta la classe soltanto al terzo contagio.

Il dietrofront di Palazzo Chigi

A meno di 24 ore dalla firma della circolare che induriva le regole per le quarantene, interviene Palazzo Chigi, con la struttura del commissario straordinario Figliuolo che mette a disposizione delle Asl nuove risorse per poter fare il tracciamento e continuare a tenere aperte il più possibile le classi, gestendo i contagi. E in serata arriva la circolare che corregge e di fatto supera quella di lunedì sera: “alla luce delle indicazioni della struttura commissariale si intendono conseguentemente superatele disposizioni di cui alla precedente circolare”. Insomma non cambia nulla. Ma in mattinata lo stesso ministro dell’Istruzione Bianchi confermava, invece, le disposizioni della vecchia circolare.

“Troviamo sconcertante che una nota sottoscritta da due Ministeri sia sospesa dopo neanhe 24 ore e che le disposizioni ivi contenute siano già considerate superate – afferma in una nota il presidente dei presidi, Antonello Giannelli -. Attendiamo di vedere come il Comissario Figliuolo deciderà di intervenire per rendere finalmente efficienti le ASL e far partire la campagna di testing e tracing che dovrebbe garantire la scuola in presenza. Hai funzionari delle scuole e ai dirigenti non si deve più chiedere di sostituirsi ai funzionari dei Dipartimenti di prevenzione”.

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