Anche l’Europa dice di no alla Super Lega dei top club: il bello del calcio sono le favole

Il Commissario all’istruzione e alla gioventù Mariya Gabriel boccia il progetto a cui partecipano anche Juventus, Inter e Milan
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Il Commissario all’istruzione e alla gioventù Mariya Gabriel boccia il progetto a cui partecipano anche Juventus, Inter e Milan

Superlega sì, Superlega no. Il colore dei soldi contro la passione, i sogni dei ragazzi, le prospettiva di uguaglianza. C’è un po’ di tutto nel dibattito esploso in questi giorni sul progetto dei più grandi club europei di calcio che vogliono crearsi la loro Lega a inviti, a prescindere dal merito sportivo. Creando così un sistema sportivo-economico solidissimo, che già al solo annuncio ha fatto volare i titoli delle società quotate in borsa.

Juventus, Inter e Milan per l’Italia, poi le inglesi Manchester United, Manchester City, Liverpool, Aresenal e Chelsea, e per la Spagna, Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, più altri posti a invito, tenendo conto della dimensione dei club e dei loro piazzamenti nei campionati nazionali. Ma il grosso sarebbe sempre rappresentato da un nucleo di 15 fondatrici, partecipanti al di là dei risultati sul campo.

Tante polemiche, tifosi sul piede di guerra, star che gridano al tradimento dei sogni di tanti. E anche l’Europa dice di no. “Il bello del calcio è che le favole possono succedere!”, ha scritto sul suo profilo twitter Mariya Gabriel, Commissario europeo per l’innovazione, la ricerca, cultura istruzione e gioventù. “Una potenziale Super League infliggerebbe danni irreversibili all’intera natura del calcio per club. Dobbiamo proteggere il nostro modello sportivo basato su eredità culturale, integrità, diversità, inclusione e solidarietà”.

Diverse le reazioni al post della commissaria bulgara. Chi è d’accordo e sottolinea la creazione di un ulteriore divario tra ricchi e poveri, chi invece è in attesa del nuovo campionato per poter giudicare e grida alla libertà di scelta dei club. Una partita ancora tutta da giocare.

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