Università inglese vieta il tradizionale lancio dei cappelli di laurea: "Troppi studenti feriti"

University Of Birmingham Hold Degree Congregations…BIRMINGHAM, ENGLAND – JULY 14: Students throw their mortarboards in the air during their graduation photograph at the University of Birmingham degree congregations on July 14, 2009 in Birmingham, England. Over 5000 graduates will be donning their robes this week to collect their degrees from The University of Birmingham. A recent survey suggested that there are 48 graduates competing for every job. (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Università inglese vieta il tradizionale lancio dei cappelli di laurea: “Troppi studenti feriti negli anni precedenti”. A riportare la curiosa decisione dell’Università dell’Anglia orienatale di Norwich è stato il Telegraph.
Stando a quanto riportato dai periodici locali, infatti, l’Ateneo britannico avrebbe vietato il tradizionale lancio dei cappelli di laurea al termine della cerimonia di consegna dei diplomi dal momento che un gran numero di studenti sarebbero stati feriti dai puntuti copricapo una volta ricaduti a terra.
Per ovviare al problema, l’università avrebbe poi inviato via email ai propri studenti le istruzioni per aggiungere un cappello di laurea digitale alle loro foto, così da conservare il più classico dei ricordi di laurea senza incorrere nel rischio causato dal lancio della feluca. Il tutto alla modica cifra di 8 sterline.
“Oltre alla sicurezza, questa nuova opportunità, permetterà a molti più studenti di essere presenti nelle foto e di non essere coperti da qualche cappello lanciato in aria”, hanno spiegato dalla Penguin Photography, la compagnia che si occuperà di aggiungere innocui cappelli digitali ai neolaureati.
“La decisione di non avere la tradizionale foto con il lancio di cappelli, deriva da un gran numero di studenti rimasti feriti negli ultimi anni – spiegano i vertici dell’Università dell’Anglia orientale ai media d’ateneo – Si tratta di un rischio inaccettabile e vogliamo assicurarci che nessuna delle lauree dei nostri studenti venga rovinata da rischi che possono essere facilmente evitati”.
 

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