Stamina, durissimo attacco degli scienziati italiani contro le Iene: “Puro spettacolo con la sofferenza”

stamina

Anche le Iene sotto processo. Il programma televisivo di Italia Uno è finito nell’occhio del ciclone Stamina, per i suoi continui servizi sul metodo Vannoni e sui bambini curati con le nuove cellule staminali. A lavoro, ora, ci sono i magistrati di Torino, che stanno conducendo le immagini. Ma le polemiche non si fermano, soprattutto per l’operato della trasmissione del sesto canale.

Contro “Le Iene”, infatti, si schierano anche tre scienziati dal calibro internazionale: Elena Cattaneo, Michele De Luca e Gilberto Corbellini si espongono in primo piano contro il programma tv, cui contestano “gravi colpe per aver concorso a costruire insieme a Vannoni l’Inganno Stamina, con una responsabilità morale forse equivalente e con un impatto comunicativo devastante”. Una situazione assurda, le cui conseguenze “sono a carico di malati, servizio sanitario nazionale, scienza e medicina italiana seria” – continua la senatrice a vita Cattaneo.

Non è da meno lo storico della scienza Corbellini, che parla di “esempio eclatante di irresponsabilità nella pratica della libertà d’informazione” e di “danni irreparabili a persone e alla sanità pubblica”. Insomma, le Iene hanno “interpretato al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, solo per manipolare e spettacolarizzare le sofferenze di malati e parenti, mentre i fatti provati che condannavano Stamina sono stati trasfigurati”.

“Sulla vicenda Stamina il Senato ha ora dato avvio ad un’indagine conoscitiva, per comprendere anche il ruolo di alcuni mezzi di informazione nella sua origine ed evoluzione “, ricorda ancora la senatrice Cattaneo

Dall’altro lato, il direttore del programma di Italia Uno, Davide Parenti si difende dietro il diritto di informazione: “Abbiamo solo raccontato, siamo un varietà anomalo”.

La senatrice a vita Elena Cattaneo se la prende anche con Giulio Golia, il protagonista dei servizi televisivi lanciati dalle Iene su Stamina, definendolo “un giornalista attore che ha messo in campo mezzucci comunicativi per insinuare invece di documentare”.

Ma il discorso va al di là di una semplice questione di informazione: “Fino a quando in Italia si potrà continuare a giocare sul fatto che in un ‘varietà anomalo’ si possa fare anche pseudo-informazione senza avvisare lo spettatore che si tratta di puro spettacolo?”, si chiede la senatrice Cattaneo, che aggiunge: “Noi pensiamo che l’Italia vera non sia questa. Vorremmo che anche le competenze e il senso di responsabilità che nel nostro Paese non mancano, venissero sempre mostrate e valorizzate. Ovviamente affidandole a quei mezzi di comunicazione capaci di cogliere, consapevolmente e ogni giorno, il significato civile e la responsabilità sociale del loro ruolo”.

Anche lo staminologo De Luca, infine, contesta alle Iene di aver trasmesso “riprese di bambini gravemente malati, facendo percepire al pubblico che il trattamento Stamina producesse effettivi e ‘visibili’ miglioramenti”. Un servizio che, insomma, “ha messo in gioco la reputazione di non poche brave persone, esperti e scienziati”. Insomma, il caso Stamina continua  a far discutere. Ora sono gli scienziati a scendere in campo.

 

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