Abilitazione Scientifica Nazionale – I commissari accusati si difendono: “Non abbiamo truccato i curricula”

commissari accusati

Fa ancora discutere il caso di tre commissari addetti a giudicare i candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale accusati da quest’ultimi di aver falsificato i loro curricula. Intervistati da Il Corriere della Sera, infatti, i commissari sotto accusa hanno cercato di precisare la loro posizione: “Io non ho falsificato nulla – afferma Roberto Greci, dell’Università di Parma – C’è stato un problema nella comunicazione tra la piattaforma dell’ateneo di Parma dove insegno e il database accademico nazionale. Il mio curriculum parla da solo e questo lo ha confermato anche l’Anvur che ha detto che ho tutti i titoli per diventare commissario”.

Sulla stessa scia anche Pietro Dalena, docente di Storia medievale all’Università della Calabria, che risponde alle accuse di chi lo ha ritenuto non idoneo a svolgere il ruolo di commissario a causa della mancanza di pubblicazioni scientifiche in riviste di prima fascia negli ultimi anni: “Bastavano anche tre monografie negli ultimi dieci anni per soddisfare i requisiti minimi, cosa che ho, quindi che bisogno c’è di taroccare il mio curriculum”.

Anche giuseppe Meloni, il terzo dei commissari accusati dalla lettera di 38 candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale nel settore concorsuale di Storia medievale, risponde a chi lamentava la presentazione di studi poco attinenti alla materia e l’assenza dei codici ISBN delle pubblicazioni: “Per quanto riguarda quest’ultimi è un errore del Cineca, non mio, mentre per quel che riguarda le ricerche poco attinenti è vero, lo ammetto. Ma non vedo perché questo non debba essere valutato: è apertura mentale verso altre discipline. Eppoi se sono entrato in commissione vuol dire che l’Anvur mi ha valutato idoneo: del resto il bando parla di valutazione globale dell’attività scientifica. La verità è un’altra – conclude – La mia candidatura ha dato fastidio perché non sono un docente inquadrabile e controllabile da altri”.

Intanto però l’incertezza rimane: l’Anvur stesso ha ammesso che allo stato attuale non vi è alcuna commissione che verifichi le competenze autocertificate dai docenti che si iscrivono al registro Cineca per essere eletti a commissari: “Noi non possiamo più entrare nel merito, ci dobbiamo limitare a prendere per buone le autocertificazioni che gli stessi professori ci inviano e possiamo “indagare” in modo approfondito solo se ce lo chiede il ministero dell’Istruzione”.

Sulla questione è intervenuto di recente il Ministro dell’Istruzione Mara Chiara Carrozza che. alla Camera, ha dichiarato: “Non escludo l’opportunità di interventi correttivi della disciplina dell’abilitazione scientifica nazionale da valutare sulla base dei risultati della prima tornata che si sta concludendo”.

 

 

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Corsi di recupero a pagamento: esplode la protesta in una scuola di Cosenza

Next Article

Stamina, durissimo attacco degli scienziati italiani contro le Iene: "Puro spettacolo con la sofferenza"

Related Posts
Leggi di più

Ricerca, online il bando del Ministero per finanziare i progetti di interesse nazionale. Messa: “Pronti 749 milioni di euro”

E' online il bando, finanziato in parte con le risorse del PNRR, che stanzia quasi 750 milioni di euro per lo sviluppo della ricerca italiana. Dei 749 milioni, circa 223 milioni - il 30% del totale - sono destinati a progetti presentati da professori o ricercatori con meno di 40 anni. Il ministro Messa: "Vogliamo incentivare i giovani a sviluppare ambiziosi progetti di ricerca di base".
Leggi di più

Percorsi di studio “transnazionali” e un’unica carta dei diritti per gli studenti: ecco l’università “europea” immaginata dalla ministra Messa

Dopo 23 anni dalla Dichiarazione di Bologna, i ministri europei dell'Università si sono ritrovati a Parigi per ridisegnare il futuro dell'istruzione accademica. La ministra Maria Cristina Messa: "Obiettivo è creare un'offerta transnazionale, internazionalizzando i percorsi di studio e disponendo una carta europea dello studente".