Scuole, solo una su quattro è sicura

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Solo una scuola su quattro è sicura. E il bilancio potrebbe anche peggiorare, in vista dei tagli per il 2013. Ma su indicazione delle commissioni di Bilancio e Cultura della Camera, sono stati sbloccati 111,8 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole.

Il Censis, nel suo rapporto sulla situazione sociale del Paese 2012, aveva lanciato l’allarme: soltanto il 33,5% delle scuole italiane ha un impianto idrico antincendio e  il 50,7% non possiede una scala interna di sicurezza. L’indagine ha riguardato ben 36mila istituti: solo un quarto di essi risulta essere stato costruito negli ultimi trent’anni.

Sapete cosa significa che la maggior parte degli istituti in Italia è stata costruita prima della legge antisismica del 1974?

Raffaele Guariniello, sostituto procuratore di Torino, l’aveva definita “un’emergenza nazionale” e, nello scorso ottobre, aveva chiuso due grandi scuole: l’istituto Luxemburg e il liceo Copernico. I controsoffitti, infatti, rischiavano di crollare addosso agli studenti.

Un drammatico precedente c’era già stato: cinque anni fa, uno studente di 17 anni era rimasto ucciso da un crollo, nell’istituto Darwin di Rivoli.

Secondo i dati del Miur, solo il 17,7% degli edifici scolastici possiede un Certificato di prevenzione incendi (Cip). In Sardegna, ne è in possesso solo una scuola su 20.  Eppure, per le scuole con più di cento studenti è obbligatorio.  Persino quella scarsa percentuale di scuole che sono state costruite dopo il 1974, non rispondono ai criteri antisismici prescritti dalla normativa in vigore. Secondo Legambiente, solo l’8,22% di esse supera l’esame.

Inoltre, meno di cinque scuole sui mille (lo 0,47%) è costruita con i criteri della bioedilizia. In questo momento, però, l’Italia non solo non risponde agli standard più elevati- che dovrebbero contemplare il benessere degli studenti e il risparmio energetico, ma rischia anche che i controsoffitti cadano addosso agli studenti.

Undici anni fa, ricorda il Messaggero, ben 27 bambini erano morti nel crollo di una scuola elementare a San Giuliano di Puglia. La Cassazione ha recentemente confermato la condanna a 5 anni di carcere ai costruttori dell’edificio.

Secondo il Miur, il 44% delle scuole è stato costruito tra il 1961 e il 1980. Mettere a norma gli edifici sarebbe perciò inutile e dispendioso. Bisognerebbe, piuttosto, costruire edifici nuovi, adeguati alle norme di sicurezza e ai nuovi standard in materia di sostenibilità.

Il problema è che i soldi non ci sono. O almeno così si pensava. Pochi giorni fa, infatti, sono stati sbloccati 111,8 milioni di euro, destinati alla costruzione di nuovi istituti.

Il ministro Profumo ha illustrato agli Enti locali una proposta di decreto, secondo il quale si dovrebbe costruire un fondo unico per l’edilizia scolastica, da attivarsi come partnership pubblico-privata.
Per il 2013, però, è previsto un taglio alle Province di 1,2 miliardi di euro, che inevitabilmente andrà ad incidere sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie delle scuole.

AZ

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