Polemica sui Pas: le Università minacciano di non attivarli

pas

Polemica Pas – Rottura tra il Ministero dell’Istruzione e le Università: le facoltà di Scienze della Formazione deputate a ospitare i corsi per l’abilitazione professionale all’insegnamento rivolti a diplomati con almeno tre anni di esperienza, di cui uno obbligatoriamente nella classe di concorso per cui si chiede l’abilitazione, minacciano di non attivare i Pas in segno di protesta.

Dopo un lungo periodo di contrattazioni, i Pas dovrebbero partire da gennaio del 2014. Ad oggi si stima che siano 65 mila i docenti senza contratto e i supplenti che hanno richiesto di accedere ai Pas. Di questi, almeno 24 mila sarebbero diplomati magistrali che hanno ottenuto il titolo entro il 2001, che dopo aver frequentato il Pas potranno a tutti gli effetti rientrare nelle graduatorie per diventare insegnanti di scuola dell’infanzia e scuola primaria, oppure diplomati tecnici, che potranno diventare insegnanti di laboratorio (Ipt). L’obbligo della laurea è previsto solo per tutti gli altri, quelli che richiedono cioè l’abilitazione per insegnare nelle scuole medie e superiori.

“Così verrà di fatto vanificata la formazione universitaria, cioè la laurea per i maestri, attiva già da quindici anni – rileva la professoressa Milena Santerini, ordinario di Pedagogia generale alla Cattolica di Milano e deputata di Scelta civica – Inutile dire come una scelta del genere, fatta per andare incontro alle esigenze dei precari e dei sindacati, rischi di abbassare definitivamente la qualità della scuola”.

Tra le proposte delle Università c’è anche quella di permettere ai diplomati con anni di insegnamento alle spalle di ottenere una laurea brevissima (della durata di un anno). Ma i sindacati non ci stanno e fanno pressione perché i Pas vengano attivati al più presto: “Puntiamo a fare in modo che tutti questi nuovi abilitati vengano immessi già da giugno prossimo nelle graduatorie di prima fascia, anche con riserva se gli esami dei Pas non sono ancora terminati – spiega la Flc Cgil – Sono insegnanti a tutti gli effetti, con un’esperienza spesso di decenni: le università devono mettere a disposizione tutte le proprie risorse per permettere loro di arrivare al traguardo”.

Difficile comunque che i Percorsi abilitanti speciali, gli ex Tfa, vengano bloccati completamente: solo poche Facoltà, infatti, minacciano di non attivarli e il Miur potrebbe persino ricorrere agli Atenei online.

Nel frattempo rimangono irrisolti altri punti spinosi relativi all’accesso ai Pas e al loro costo: il Miur, infatti, ha respinto il ricorso dei sindacati per far accedere ai Percorsi di abilitazione speciale i docenti abilitati in una classe di concorso, senza lavoro, che potrebbero trovare posto se avessero un’altra abilitazione. sui costi, invece, che dovrebbero oscillare tra i 1.000 e i 1.500 euro non c’è ancora chiarezza dal momento che ogni Ateneo potrà stabilirli in autonomia.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Incontro studenti Carrozza: "Vogliamo risposte"

Next Article

Tragedia a Trieste: studente universitario suicida

Related Posts
Leggi di più

Scuole occupate, nessuna retromarcia sulle sanzioni agli studenti: “Ci sono 500mila euro di danni. Qualcuno deve pagarli”

Il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio, Rocco Pinneri, conferma la linea dura sulle denunce (e richiesta di risarcimento dei danni) nei confronti degli studenti che prima di Natale avevano occupato diversi istituti. "Una cosa è manifestare democraticamente, un'altra violare il diritto all'istruzione" ha detto. Oggi nuovo incontro con il movimento de "La Lupa".
Leggi di più

Covid, in arrivo nuove regole a scuola: Ffp2 gratis per gli studenti in autosorveglianza e stop ai certificati medici per tornare in classe

In arrivo un nuovo decreto per cercare di semplificare e uniformare le regole sui contagi a scuola. Si cercherà di alleggerire il carico dei tamponi sia alle famiglie che alle Asl abolendo l'obbligo, oggi in vigore per le scuole primarie, quando c'è soltanto un caso positivo nel gruppo classe. E alle superiori per tornare in classe non servirà più il certificato medico ma solo un tampone rapido.