Palermo ricorda Chinnici e Borsellino nel giorno del loro compleanno

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Il Liceo Classico «Meli» di Palermo ha voluto commemorare, sabato scorso, la ricorrenza della nascita di Rocco Chinnici e Paolo Borsellino, entrambi nati il 19 gennaio (ma il primo di 15 anni prima), in occasione della presentazione dei progetti di educazione alla cittadinanza.

Presenti il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, quello della Giustizia, Paola Severino, il Presidente della Regione Rosario Crocetta e Caterina Chinnici, figlia del giudice. Definiti a coro unanime «due eroi» sono stati ancora una volta lodati i risultati ottenuti dai due magistrati e soprattutto la loro influenza nello spirito della gente.

Di Chinnici la vita fu stroncata il 29 luglio del 1983 con un attentato davanti la sua abitazione. Dieci giorni prima, ma di 9 anni dopo, stessa sorte toccò a Paolo Borsellino nella strage di Via D’Amelio.

Chinnici credeva nel coinvolgimento dei giovani nella lotta contro la mafia ed è stato il primo magistrato a recarsi nelle scuole per parlare agli studenti della mafia e dei pericoli della droga. Per questo il Guardasigilli ha voluto ricordare le sue parole per i giovani: «Senza di voi non ce la faremo mai» e poi anche quelle di Borsellino: «Per combattere la mafia bisogna cominciare dalle famiglie».

In contemporanea, sempre a Palermo, è stato presentato il Centro Studi Paolo Borsellino, rivolto a giovani, insegnanti ricercatori e cittadini. Il Centro sorgerà con molta probabilità alla Kalsa, uno dei principali quartieri storici della città.

In questo luogo si vorranno digitalizzare fonti documentarie riportando alla luce memorie, testimonianze e modelli educativi, promuovere eventi culturali per farne un punto di riferimento per scuole e istituzioni di formazione.

Madrina dell’iniziativa è stata Rita Borsellino che con questa giornata ha voluto suggellare un regalo al fratello nel giorno che sarebbe stato il suo 73mo compleanno. «Abbiamo tanto materiale che vogliamo mettere a disposizione di tutti». Oltre che un forte desiderio che la memoria del passato diventi progetto per il futuro.

 

Giovanni Torchia

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