La proposta di Rocco Siffredi: "Vado nelle scuole ad insegnare educazione sessuale"

Sta facendo incetta di adesioni la petizione online lanciata da Rocco Siffredi per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole italiane. Il celebre attore hard ha deciso di lanciare il suo appello sul sito Change.org con il titolo “Educazione sessuale nelle scuole! Ci metto la faccia e l’esperienza #cipensarocco”: in poche ore, la petizione ha sfondato la soglia delle 20 mila adesioni.
Ecco di seguito il testo della petizione di Rocco Siffredi per l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole italiane:
La pornografia dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale?
Il dialogo, l’ascolto, l’apertura mentale sui temi del sesso sono in Italia ancora lontani. Il sesso è in Italia ancora tabù, mentre in molti avrebbero bisogno di parlarne, aprirsi, essere ascoltati e ricevere risposte. Tanti giovani avrebbero voglia di soddisfare le proprie curiosità ma non sanno a chi rivolgersi.
L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. 
In Italia contiamo decenni di proposte sull’educazione sessuale e nessuna legge. Non esiste una legge, dunque, nonostante ci sia richiesta di formazione.
Sono un fiero porno attore e regista, protagonista di quasi 2000 film porno girati da attore e 450 da regista e fin da giovanissimo ho voluto dedicare la mia vita al sesso.
In occasione della giornata mondiale dell’orgasmo (22 dicembre), voglio lanciare questo appello, perché il sesso è una cosa bellissima. Ci metto la faccia e l’esperienza, offro la mia completa disponibilità a visitare le scuole italiane e a farmi promotore in prima persona di questa iniziativa.
Perché proprio io? Perché faccio il mio lavoro da 30 anni e ho acquisito abbastanza esperienza per assicurare che quello che faccio io non è educazione sessuale, bensì altro, pornografia appunto.
I ragazzi hanno il diritto di aprirsi, fare domande, avere risposte, ricevere una formazione su una delle cose più belle e importanti nella vita.
Cosa stiamo ancora aspettando? Educazione sessuale nelle scuole! #cipensarocco #Cometogether 

Total
0
Shares
1 comment
  1. Siffredi è una persona intelligente e credo che a quest’idea ci abbia pensato in modo serio, probabilmente riservandosi un ruolo di ‘testimonial’ a fianco, o con il contributo, di altre figure (psicologi e medici, per esempio). Certamente i giovani lo ascolterebbero, se non altro per curiosità, che è poi la madre dell’interesse. A mio parere, quindi, la proposta va considerata da chi di dovere. Ma in mancanza appunto di una legge chi se ne deve far carico? Il Miur? I provveditorati? Gli enti locali da cui dipendono le scuole?
    E come facciamo a sostenerla? Con una petizione? Un comitato?

Lascia un commento
Previous Article

Inps: bando per l'assunzione di 341 medici, psicologi e assistenti sociali

Next Article

La rassegna stampa di mercoledì 23 dicembre

Related Posts
Leggi di più

Giro di vite sui baby influencer: certificazione per accedere ai social e stop alla gestione dei profitti da parte dei genitori

Il Tavolo tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social network sta preparando un documento da presentare alla ministra Cartabia per cercare di dotare di nuove regole la "giungla" che riguarda i minori in rete. L'esempio da seguire è quello della Francia che ha approvato da poco tempo una legge ad hoc.
Leggi di più

Sfide estreme per registrare i video su TikTok: due ragazzi ricoverati in ospedale in gravi condizioni

Due giovani di 14 e 17 anni sono finiti in ospedale dopo aver cercato di portare a termine dei "TikTok Challenge". Il primo ha provato ad incendiare il tavolo di casa ma è rimasto ustionato, l'altro è salito sul vagone di un treno ma è rimasto folgorato da un cavo dell'alta tensione. Il social network si difende: "Rimuoveremo i contenuti che violano la nostra policy".