La rassegna stampa di mercoledì 23 dicembre

Scuola, Università e Ricerca: ecco gli articoli selezionati questa mattina dalla redazione del Corriere dell’Università.
La Repubblica – Più colte e indipendenti, il sorpasso delle donne – Lo studio mostra la diversa evoluzione delle dinamiche sociali negli ultimi 10 anni: mentre gli uomini rimangono statici su valori attestati, le donne crescono e sorpassano i colleghi maschi in settori chiave come il possesso di titoli di studio elevati, l’accesso alla carriera e l’impiego in settori innovativi.
Il gazzettino – In Veneto il nuoto diventa materia scolastica – L’iniziativa promossa dalla Regione Veneto porterà il nuoto e tutti gli sport acquatici ad essere considerati come materia scolastica per il 370 mila studenti veneti.
La Stampa – Impresa spaziale, razzo in orbita e ritorno – Si è conclusa con un successo la missione dell’agenzia Space X, che ha lanciato in orbita un vettore ed è riuscita a riportarlo integro sulla Terra in modo da poterlo utilizzare nuovamente per le prossime missioni.
Il manifesto – Milano, call center anti gender da 50 mila euro – L’iniziativa della Lega Nord a Milano: un call center che possa recepire le segnalazione dei genitori preoccupati che nelle scuole dei loro figli vengano impartiti insegnamenti gender. La trovata, del costo di circa 50 mila euro, sarebbe stata avallata dallo stesso Presidente delle Regione, Maroni.
Tutto Scienza e Tecnologia – La particella X che cambierà tutto – Le aspettative dei fisici e degli scienziati di tutto il mondo per le scoperte in arrivo nel 2016 ruotano tutte intorno alle nuove particelle che il Cern di Ginevra sta scoprendo in questi mesi di sperimentazione.

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Picchiavano i compagni di classe e postavano i video su Telegram: sei bulli finiscono in manette. “Violenze anche davanti ai professori”

Indagine dei carabinieri in provincia di Milano che ha portato all'arresto di sei studenti di un'istituto superiore accusati di violenze e maltrattamenti nei confronti dei loro compagni di classe. I video delle violenze venivano postate sulle chat di Telegram dove in pochi giorni hanno raggiunto le 100mila visualizzazioni. I pestaggi avvenivano addirittura in aula sotto gli occhi dei docenti.