Francia, verso lo sciopero della scuola. I prof contro il protocollo del governo: “Caos e scarsa protezione”

Secondo il ministro dell’Istruzione, intervistato da BfmTv, sono circa 10mila le classi chiuse e 50mila alunni positivi. Una cifra sottostimata se confrontata con i casi nella fascia di età 3-17 anni (quasi 400mila). I sindacati annunciano la mobilitazione per il prossimo 13 gennaio e mettono sotto accusa i tre test previsti in caso di positività

Professori e personale scolastico hanno annunciato uno sciopero generale della scuola in Francia contro il protocollo del ministero dell’Istruzione che regola il rientro in classe. “Un pasticcio indescrivibile”, è la denuncia del sindacato SNUIPP. Sotto accusa, mentre oggi si è superato un nuovo record nei contagi (più di 350mila in 24 ore) c’è il metodo stabilito per il ritorno alle lezioni in presenza: in caso di contatto con un positivo, gli alunni devono fare un tampone il giorno stesso e poi altri due (dopo 2 e 4 giorni) per monitorare il loro stato di salute.

Un sistema che, secondo il personale scolastico e i rappresentanti dei genitori, rende molto difficile la gestione della quotidianità a scuola e che, dicono, andrebbe “alleggerito”. Ma è solo una delle tante richieste fatte dal mondo della scuola. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del sindacato Guislaine David a Europe1, “il ministro dell’Istruzione minimizza i problemi”. Secondo il primo sindacato delle scuole primarie, il SNUipp-FSU, circa il 75% degli insegnanti parteciperà alla protesta e la metà delle scuole saranno chiuse.

I dati della scuola francese

Proprio oggi Jean-Michel Blanquer, titolare del dicastero all’Istruzione, ha dichiarato a Bftmtv che “tenere aperte le scuole è l’obiettivo prioritario del governo”. E ha anche dato delle cifre che riguardano i contagi: “Abbiamo circa 10mila classi chiuse, quindi il 2% delle classi della scuola primaria”. Mentre gli alunni attualmente positivi sono circa 50mila. A quattro giorni dal rientro, giovedì scorso 6 gennaio, le classi chiuse erano 9.202 su un totale di 527.200, mentre tra gli studenti i casi registrati erano 47.453 e 5.631 tra gli adulti. Secondo i sindacati, però, i numeri forniti dal ministero sono fortemente sottostimati. “La quantità di situazioni da gestire ci porta ai limiti delle nostre competenze oggi”, ha dichiarato Bruno Bobkiewicz, segretario generale dell’Unione nazionale dei dirigenti dell’educazione (SNPDEN), domenica scorsa a France Info.

Secondo Bobkiewicz “circa il 10% degli insegnanti sono assenti” e “il 15%” degli alunni. Stando però al Fact checking di Libération, per avere un’idea indicativa del numero di casi è possibile fare riferimento ai contagi per fascia d’età: nella prima settimana di gennaio, ovvero quella del rientro a scuola, sono stati quasi 400mila gli alunni positivi tra i 3 e 17 anni, ovvero il 3,25% del totale degli alunni.

Cosa dicono i sindacati

Blanquer oggi ha replicato ai sindacati dicendo che “non si sciopera contro il virus”. Una frase che ha aumentato i malumori. I rappresentanti dei lavoratori protestano per “le condizioni di lavoro che si stanno deteriorando” e “le continue bugie del ministro dell’Educazione“. “Non solo il protocollo attuale non riesce a proteggere gli studenti, il personale e le loro famiglie, ma rende ancora più disorganizzata la gestione a scuola“, ha continuato il SNUipp-FSU parlando con l’agenzia Afp. Secondo il sindacato, “nelle condizioni attuali, gli alunni non possono imparare correttamente, dato che il loro numero cambia continuamente e l’insegnamento ibrido tra il faccia a faccia e la didattica a distanza è impossibile da attuare”. Il sindacato denuncia anche “la mancata sostituzione degli insegnanti malati, che sta diventando insostenibile”.

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