L’Europa con Erasmus per il benessere psicologico dei giovani

Secondo un rapporto dell’ESU “il 12,9% degli studenti europei ha sperimentato problemi legati alla salute mentale che potrebbero avere anche preceduto la pandemia”. La commissaria europea Mariya Gabriel: “Nel 2021 rafforzata l’azione per migliorare il dialogo tra i giovani”

Nella legge di Bilancio 2022 per decisione del governo è saltato il bonus supporto psicologico, che avrebbe consentito a chiunque di poter avviare un percorso terapeutico con 150 euro iniziali versati dallo Stato a cui avrebbero potuto accedere persone con un reddito fino a 1.600 euro. “Abbiamo registrato quasi il 40 per cento di richieste di aiuto in più nell’ultimo anno. A questo si aggiunga oltre il 30 per cento di pazienti che, rispetto allo scorso anno, hanno dovuto smettere la terapia perché non potevano permetterselo”, aveva denunciato David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi.

Il rapporto del dicembre 2021 del gruppo Coimbra (una rete che include 39 tra le più prestigiose università europee) ha concluso che “la maggior parte delle Università ha monitorato l’adozione dei servizi di supporto psicologico durante il periodo della pandemia, sia attraverso servizi di consulenza già consolidati, sia in collaborazione con i servizi sanitari nazionali. Quindici università partecipanti hanno dato la disponibilità di squadre di supporto psicologico”. Tali strutture con molta probabilità rimarranno attive anche dopo il termine della pandemia.

In particolare il gruppo Coimbra ha sottolineato la necessità di un maggiore supporto psicologico per i dottorandi. Dove non c’è stata sensibilità dal punto di vista nazionale entra in gioco l’Europa. Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, durante la presentazione dell’Anno europeo dei giovani 2022 ha dichiarato: “In linea con la strategia dell’UE per la gioventù, l’Erasmus+ continuerà a promuovere progetti volti a mobilitare, collegare e responsabilizzare i giovani attraverso tutte le sue azioni. In particolare rispetto al 2021 è stata rafforzata l’azione per la partecipazione dei giovani, così come le attività volte a migliorare il dialogo con essi”.

I dati dell’Europa sul supporto psicologico

L’Unione europea degli studenti ha pubblicato un rapporto sull’impatto della pandemia da covid-19 redatto attraverso dei questionari sottoposti agli studenti sulle loro esperienze. “Il 12,9% degli intervistati hanno sperimentato problemi legati alla salute mentale che potrebbero avere anche preceduto la pandemia. Abbiamo registrato spesso frustrazione, ansia e noia in relazione alla cancellazione delle attività didattiche”. I risultati indicano che il benessere degli studenti durante la pandemia potrebbe avere avuto effetti negativi. Tuttativa, lo studio dell’ESU conclude che nella maggior parte dei casi gli studenti non si rivolgeranno al supporto psicologico nei loro atenei, preferendo le proprie reti di rapporti sociali. Solo il 5,8% ha dichirato che si rivolgerebbe al personale amminsitrativo e di supporto per quanto riguarda la propria carriera accademica o problemi sanitari derivanti dalla pandemia. Ma il 9,1% dichiara di non avere molte persone di cui fidarsi per risolvere tali problematiche.

Un rapporto finanziato da Erasmus+ nel 2021 sull’impatto della pandemia sull’istruzione superiore, condotto da NESET – network di esperti che lavora sulla dimensione sociale dell’educazione e della formazione -, ha tratto simili conclusioni. Sottolineando, inoltre, che gli studenti con livelli più bassi di salute mentale correvano un maggiore rischio di abbandono scolastico. Necessario, quindi, aumenta il supporto psicologico all’interno dei campus universitari ed online. Le buone pratiche includono lo sviluppo di sessioni online sul benessere mentale e gruppi di conversazione, linee di assistenza emotive ed eventi sociali, fornitura di strumenti e seminari per la salute mentale. Naturalmente vi è la necessità di migliorare il supporto linguistico delle piattaforme in lingua inglese.

Le iniziative degli atenei europei

I dati di Eurostudent prima della pandemia hanno mostrato che in molti Stati membri i problemi di salute mentale sono il principale disturbo tra gli studenti universitari. Il report mostra come la percentuale di studenti che si sentono fuori posto è maggiore in quelli che indicano una disabilità rispetto ai loro colleghi che non lo fanno.

Oltre l’assistenza per la salute mentale fornita da professionisti e medici locali, le università e gli istituti di istruzione superiore offrono altre forme di supporto psicologico come la consulenza diretta. Il seguente sito offre l’elenco di esempi di supporto nelle università dei diversi Stati membri. L’Università dell’Estonia di Tartu, ad esempio, fornisce consulenza psicologica gratuita in russo e in inglese, oltre che in estone. L’Università Sapienza di Roma ha istituito centri consulenza psicologica e un percorso online chiamato “Noi Bene”, in cui lo studente può svolgere moduli di apprendimento, da fare anche in gruppo, su diversi aspetti del funzionamento psicologico e relazionale, rilevanti per il benessere della persona.

La Commissione europea sensibilizza il supporto psicologico

“Benchè la Commissione europea non finanzi direttamente i servizi di supporto per la salute negli istituti di istruzione superiore, attraverso Erasmus+, vengono finanziati numerosi progetti che si occupano di supporto psicologico e supporto per problemi legati alla salute mentale”, confermano a Corriereuniv.it i funzionari della Commissione europea Istruzione presieduta dalla Gabriel. “Tra il 2021 e il 2020, circa 500 progetti Erasmus Key Action 2 hanno riguardato questa importante tematica e il benessere in generale. Progetti anche molto diversi tra loro. Alcuni, ad esempio, si sono concentrati sull’inclusione di studenti rifugiati, cercando di affrontare i loro traumi. Altri, invence, hanno organizzato eventi di sensibilizzazione sui problemi di salute mentale tra i giovani o sulle difficoltà di rimanere mentalmente sani nella vita digitale”.

Non solo il tema della salute mentale di studenti e giovani, ma sono stati anche avviati progetti per discutere di problemi psicologici tra insegnanti e personale accademico. “I fondi stanziati per questo tipo di progetti variano in genere tra i 100mila e i 400mila euro – spiegano dalla Commissione – ma ciò dipende fortemente dal tipo di cooperazione e dal numero di partner”. Vi sono stati, poi, progetti che includevano programmi di studio congiunti e attività di formazione su specifici argomenti. “Il Tutorat Européen en Psychiatrie et Santé Mentale pour les jeunes professionnels è stata una collaborazione tra istituti accademici e clinici che hanno creato 30 sedi in dieci Paesi europei per formare giovani professionisti in psichiatria e salute mentale, facilitanto la trasmissione di conoscenze formali e informali tra le generazioni. Il progetto, terminato nel 2017, ha ricevuto 243.974 euro di finanziamento Erasmus+”.

Altri progetti supportati da Erasmus+ valicano anche i confini europei. La Commissione, infatti, ha avviato un progetto a gennaio 2021, che si concluderà nel 2024, sulla creazione di centri di consulenza psicologica per studenti delle università giorgiane, in collaborazione con istituzioni italiane, polacche e rumene. Un progetto da 559.353 euro del budget Erasmus+.

Le nuove sfide dell’Europa per l’inclusione nelle università

Nella prossima Strategia Europea per l’Università, la Commissione Europea sottolinea che “l’inclusione di studenti di ogni provenienza, compresi quelli con problemi di salute mentale, è una priorità assoluta. L’istruzione superiore europea dovrebbe essere aperta e accessibile a tutti, anche attraverso un sostegno adeguato per coloro che ne hanno bisogno”. Ricordando che “nel programma annuale Erasmus+ per il 2022 l’inclusione di tutti gli studenti è evidenziata come priorità chiave, in particolare di quelli con minori opportunità, proveniente da un contesto migratorio o che necessitano di particolari attenzioni”.

Proprio lo scorso anno la Commissione europea ha pubblicato le linee guida di attuazione della Strategia Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà per l’inclusione e la diversità. “I problemi di salute mentale – concludono i funzionari europei – non dovrebbero essere un limite alla partecipazione alla mobilità europea, come sancito dalla Carta degli studenti Erasmus e dalla Carta Erasmus per l’istruzione superiore“.

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