Il Covid colpisce anche gli atenei: in un anno 10mila nuove matricole in meno

Anche se i dati non sono ancora definitvi, le università italiane sono destinate a perdere almeno 10 mila nuovi iscritti ai corsi di laurea. La stima è quella dell’Ufficio statistica del Ministero dell’Università: a inizio gennaio 2021 le matricole erano 317.282 oggi sono soltanto 306.763.

Almeno 10mila matricole in meno: è questo il prezzo che il Ministero dell’Università si attende di pagare a causa del Covid per quanto riguarda il numero delle iscrizioni agli atenei. Si tratta di una stima (i dati ufficiali saranno disponibili solo a inizio estate) ma i numeri disponibili oggi di certo escludono un aumento delle matricole per l’anno accademico.

Secondo i dati elaborati dall’Ufficio statistica del Ministero nel 2020 si erano iscritti a un corso di laurea 330.898 dei 463 mila diplomati alla maturità, oltre il cinque per cento in più rispetto al 2019 (313.141 matricole). A inizio gennaio 2021 i dati forniti dalle Università indicavano 317.282 nuovi iscritti. Oggi alla stessa data le matricole sono soltanto 306.763 su 469 mila diplomati lo scorso luglio. Sono soprattutto gli atenei delle Isole (-7 per cento di matricole) e del Centro Italia (-4 per cento) a perdere studenti.

I nuovi dati però confermano un trend che era già nell’aria da qualche tempo, ovvero l’aumento di iscrizioni di studentesse nei corsi delle discipline Stem, le materie tecnico-scientifiche. Perde il 5 per cento il comparto della matematica e della fisica, mentre crescono ingegneria e architettura (+4,81 tra i maschi, +3,37 per le studentesse) e informatica, dove c’è un boom percentuale per le ragazze. Perdono iscritti invece le facoltà di scienze per la formazione, che fa registrare un meno 7 per cento tra i maschi e un meno 4 tra le ragazze; veterinaria, economia e lingue.

“Questi dati possono essere utili come base per valutare, nei prossimi anni, gli effetti degli investimenti che stiamo facendo, in particolare grazie al Pnrr – ha spiegato la ministra Maria Cristina Messa a Repubblica – che consentiranno di dare nuova forza al diritto allo studio, con l’aumento di borse e residenze universitarie, oltre che grazie alla riforma del percorso universitario, sempre più interdisciplinare, e a un nuovo modello di orientamento, più attento al benessere psicologico degli studenti, che li accompagni durante la carriera scolastica, accademica e lavorativa”.

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