Diritto allo studio, il commento di Gianluca Radice

Come sappiamo il diritto allo studio è appunto un diritto e far gravare sulle spalle degli studenti alcuni gap e momenti difficili che le Università italiane stanno attraversando in quest’ultimo periodo, data la crisi che tutto e tutti colpisce, è una cosa che mette ancora di più in ginocchio questi ultimi. Leggendo e sentendo dichiarazioni mi pare chiaro che in Italia sta avvenendo un evidente cambio di tendenza e quelli che prima erano diritti ora non sono per nulla considerati. L’università è un’azienda a tutti gli effetti e come sappiamo ci sono innumerevoli modi per fare profitto, certo uno di questi non è facendo pagare ai propri “dipendenti”, cioè gli studenti, una tassa ancora più alta. Altri stati EU investono molti miliardi nel settore universitario. Proprio qualche giorno fa parlavo con un amico polacco il quale mi diceva che lui stava frequentando 2 università. La domanda mi è parsa ovvia: ma come puoi permetterti di pagare così tanto? La risposta è stata molto imbarazzante per me: noi, in Polonia, nelle università statali non paghiamo niente! Il mio punto di vista vuole essere uno spunto di riflessione, cioè, dove vuole arrivare l’Italia? cosa sta succedendo? Davvero quello che era il Bel Paese adesso vuole essere riconosciuto da tutti e presentarsi alla sua stessa popolazione come il paese dove non è possibile più far niente, tra qualche anno ci troveremo nella situazione dove anche andare all’ università si presenterà come un privilegio solo per pochi?

Gianluca Radice, Aiesec Parthenope impegnato in Russia come Aiesec english teacher

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