Diritto allo studio: garanzia o utopia?

“Gentili Signori, è uno studente che scrive… e si vergogna nel contempo di essere studente. Quest’anno ho provato ad entrare al corso di laurea specialistica in Scienze della Prevenzione Sanitaria: i posti disponibili erano 40. Bene, ecco la vergogna: 30 posti su 40 sono stati occupati da persone con un’età compresa tra i 50 e i 60 anni senza un titolo accademico di base universitario. Questo per voi che cos’è? Dove sono finiti i sacrifici dello studente? Dov’è finita la professione studente? Perché non posso andare avanti a studiare io che ho 28 anni e sono fresco di laurea? Mentre poi mi devo veder scavalcato (io come molti altri miei colleghi) da persone di 50/60 anni senza titoli universitari? Il diritto allo studio dovrebbe essere garantito, ma in sostanza non lo è. Facciamo qualcosa per cambiare questo letame? Grazie a tutti”.
Paolo Mazzeo (Milano)

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