Contratto docenti, buste paga più pesanti in media di 140 euro (lordi). I sindacati: “Troppo poco”

Il Governo ha messo a punto il documento programmatico per il rinnovo del contratto degli insegnanti ma le organizzazioni sindacali restano molto scettiche. Gli aumenti previsti sarebbero troppo pochi e non riguardano risorse aggiuntive ma soldi già stanziati. Per questo è stato confermato lo sciopero del 30 maggio.

Si aprirà martedì prossimo il primo tavolo di trattativa per il nuovo contratto della scuola. È stato infatti firmato l’atto di indirizzo dell’esecutivo all’Aran ma i sindacati sono scettici a causa dei pochi fondi messi a disposizione. Secondo quanto si apprende, gli aumenti delle buste paga dei docenti dovrebbero aggirarsi attorno ai 140 euro di media lordi. Troppo poco per i sindacati che parlano di risorse aggiuntive che non riescono nemmeno a coprire i costi dell’aumento dell’inflazione. Confermato quindi lo sciopero del prossimo 30 maggio.

Il ministro Patrizio Bianchi aveva presentato una bozza di schema di atto di indirizzo ai sindacati a febbraio: allora doveva passare alla funzione pubblica ed essere ratificato dal Mef. Due giorni fa il Mef e la Funzione pubblica hanno ratificato il documento che ora è stato inviato all’Aran per avviare le trattative. L’atto di indirizzo prevede, oltre ai soldi per il rinnovo del contratto, le linee in termini di formazione di valorizzazione del personale docente e Ata.

“Si tratta di soldi vecchi, stanziati da ben tre leggi di bilancio (2019, 2020, 2021), riguardano un contratto scaduto da tre anni e cinque mesi; un docente senza anzianità avrà circa 60 euro lordi (50 netti) e comunque l’atto di indirizzo arriva fuori tempo massimo – attaccano i sindacati – La legge di bilancio 2022 ha stanziato qualche limitata risorsa aggiuntiva, ma non certo sufficiente a garantire aumenti adeguati per tutto il personale anche a fronte dell’aumento dell’inflazione che rischia di erodere completamente gli aumenti previsti”.

Tra le novità del documento al centro del confronto di martedì prossimo c’è anche la dad: “La didattica in presenza è l’ordinaria e fondamentale modalità di prestazione del lavoro docente – si legge nel testo – e la volontà di regolare il lavoro agile complementare e non alternativo al lavoro in presenza”. Accanto a questo, viene previsto che possa trovare regolamentazione il lavoro da remoto (telelavoro domiciliare e altre forme di lavoro a distanza come il coworking o il lavoro decentrato in centri satellite), che può essere prestato in luogo diverso dalla sede dell’ufficio. Tra i punti innovativi anche la formazione: l’ipotesi di atto di indirizzo prevede obblighi ma anche riconoscimenti importanti, come ad esempio la formazione durante le ore di servizio e la remunerazione delle competenze acquisite: un punto sul quale i sindacati vogliono vederci chiaro.

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