Concorso docenti, dal 2025 addio alle crocette nei test: si torna alle domande aperte

L’annuncio del ministro Patrizio Bianchi oggi in audizione in Parlamento: le selezioni degli insegnanti previste nel 2024 saranno le ultime in cui si utilizzerà il sistema dei test a risposta multipla tanto criticato dai sindacati durante l’ultima infornata di concorsi a causa dei tanti errori riscontrati nelle domande.

I quiz a crocette per i concorsi dei docenti scompariranno a partire dal 2025. Ad assicurarlo è stato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante un’audizione alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Istruzione sulle misure di attuazione del PNRR. Un momento utilizzato anche per fare il punto sulle strategie messe in campo e sugli obiettivi raggiunti durante l’ultimo periodo soprattutto sul fronte del reclutamento dei docenti, vera spina nel fianco del Ministero tanto che per lunedì 30 maggio è in programma uno sciopero generale che rischia di provocare non pochi problemi.

“Entro il 2024 verranno assunti 70 mila insegnanti come ci è stato chiesto dalla Commissione europea per conseguire gli obiettivi del PNRR; lo scorso anno ne sono stati assunti 57 mila e quest’anno saranno altri 61 mila – ha ribadito Bianchi – Poi abbiamo ragionato sulla formazione continua che riguarda soprattutto il digitale: formeremo 650 mila persone, non solo alla parte tecnica ma per fare sì che gli insegnanti guidino i ragazzi ad un uso critico del digitale, li mettano in guardia sui rischi del web e sui nuovi linguaggi. Abbiamo già investito 10 mld e creeremo 200 mila aule STEM”.

“Abbiamo fissato un percorso standard per chi vorrà fare l’insegnante – la magistrale più 60 crediti che saranno anche di pedagogia, didattica della materia specifica e di tirocinio -. Questo sarà un percorso abilitante e ci sarà poi il concorso; una commissione ci dirà come farli; dal 2025 torneremo alle domande aperte”, ha aggiunto Bianchi, decretando così la fine del sistema a crocette che tante polemiche ha sollevato soprattutto per quel che riguarda gli ultimi concorsi che si sono svolti nei mesi scorsi.  

“La scuola primaria è il nostro pezzo forte, qui abbiamo superato il vincolo disciplinare, e ora, grazie all’intervento che abbiamo fatto sulle scienze motorie, ci sarà nelle scuole elementari un esperto di scienze motorie che entrerà nel gruppo didattico. Bisognerà fare un intervento sulla scuola secondaria di primo e secondo grado. Oggi la media di alunni per classe, in Italia, è sotto i 20. E a causa della denatalità, da qui a vent’anni la vera emergenza non saranno le classi pollaio ma il fatto di non riuscire più a formare le prime. Stiamo portando tutte le classi su una media di 18-20 alunni per classe. Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola” ha concluso Bianchi.

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