Alta tensione tra Ministero e sindacati sul rientro a scuola: “Serve confronto sul tema della sicurezza”

Acque agitate tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la Cgil che denuncia la mancanza di informazioni riguardo al rientro in classe previsto in molte regioni già da venerdì prossimo. In attesa del Consiglio dei ministri in programma oggi, i sindacati chiedono un confronto che fino ad oggi, dicono, è stato negato.

Si fanno sempre più agitate le acque sulla riapertura della scuola. Nonostante il ministro Bianchi abbia dichiarato, in attesa del Consiglio dei ministri in programma per oggi, che il rientro in classe avverrà nei tempi previsti e in totale sicurezza, i sindacati sono sul piede di guerra.

“Il rientro in classe è alle porte e il ministro non ritiene di dover dare informazioni alle organizzazioni che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori della scuola. Ciò è inaccettabile” ha scandito in una la Flc Cgil dopo il primo incontro tra sindacati e ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che si è svolto ieri sera, su sollecitazione delle organizzazioni che hanno proclamato lo sciopero della scuola del 10 dicembre.

“Credevamo che al centro della discussione ci sarebbe stato il tema della recrudescenza del virus e della riapertura delle scuole e invece, di fronte a una situazione grave che impone misure tempestive e indicazioni chiare, il ministro si è sottratto al dibattito su questi temi e, sollecitato sui contenuti della riunione svoltasi col presidente del Consiglio su rientro in classe e regole per i contagi, ha risposto, con nostro grande stupore, che non è tenuto a riportarne i contenuti. Una scelta che riteniamo molto grave – denuncia il sindacato – visto che governo e ministero fin ad oggi non hanno messo in campo nessuna adeguata strategia per contrastare l’espandersi prevedibile del contagio nelle scuole. Anzi, con l’eliminazione dell’obbligo del distanziamento di almeno un metro e il reiterato rifiuto di stanziare le risorse necessarie per realizzare lo sdoppiamento delle classi, hanno smentito la retorica sulla centralità della scuola per lo sviluppo del Paese e hanno dimostrato di considerare i risparmi sulla scuola più importanti della salute e sicurezza di chi vi opera quotidianamente”.

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