5,4 miliardi per detassare i redditi degli under 30: l’emendamento in legge di Bilancio del senatore Richetti (Azione)

Nella legge di Bilancio ci sonoagevolazioni per sostenere le fasce più giovani della popolazione. Dalle misure per case e affitti, a quelle per il lavoro e la formazione. Ma in molti dicono che non è abbastanza.

Sono ore cruciali di contrattazione tra governo e partiti politici anche sul singolo emendamento da definire sul testo in legge di Bilancio che uscirà dalla quinta commissione del Senato per approdare in aula prima delle festività natalizie. La manovra complessivamente è di 33 miliardi, e otto di questi andranno per il taglio delle tasse.

La partita si giocherà tutta la Senato per una questione di tempi: il testo, infatti, dovrà tornare alla Camera ma per i pochi giorni che lo separano dal termine ultimo del 31 dicembre, difficilmente potranno essere discussi e si preve già un voto di fiducia per arrivare nei tempi all’approvazione. Forse prima di Natale. Molti osservatori, sindacati, associazioni, esponenti di partiti politici, hanno evidenziato quanto siano poche le risorse investite per i giovani, benché, va ricordato, di iniziative il testo approvato dal consiglio dei ministri, non sia privo: un aumento dei fondi al diritto allo studio, bonus per l’aquisto della prima casa per gli under 36, affitto scontato del 20% per gli under 31 che stipulano un contratto per la prima casa e hanno un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro.

L’emendamento per detassare il lavoro dei giovani

Poco, però, è stato fatto per detassare il lavoro giovanile o dare la possibilità alle aziende di stipulare contratti migliori a chi si affaccia sul mondo del lavoro o a chi, complice la pandemia, ha retto con più difficoltà agli ultimi due anni di Covid. Secondo l’Istat la fascia d’età 25-49 anni e i lavoratori a tempo, le donne, incluse le partite Iva, sono state le categorie più danneggiate nel 2020. E le misure del governo, adottate a colpi di drecreti legge, hanno avuto parziale efficacia.

Ecco allora che un emendamento del senatore di Azione, Matteo Richetti, riaccende un faro su un problema che non sembra raccogliere molto consenso: detassare l’imposta sui redditi dei lavoratori under 30. “Delle risorse di cui al comma 1, una quota non inferiore a 5.400 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 è destinato alla riduzione del 100 per cento delle aliquote dell’imposta sui redditi delle persone fisiche per i lavoratori fino ai 25 anni di età e una riduzione del 50 per cento delle stesse per i lavoratori fino ai 30 anni di età“. Poche righe che assomigliano ad un sasso lanciato in uno stagno. Bisognerà capire se governo e partiti politici si assumeranno la responsabilità di fare di più per le generazioni che li sostituiranno, sempre più impoverite a vantaggio delle precedenti.

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