Università, il medico 2030 è pure ingegnere

Humanitas e Politecnico sfornano una nuova laurea e professione: si diventa medico con forti competenze tecnologiche.
Debutta a Milano un nuovo corso di laurea, il primo a livello mondiale a fondere Medicina e Ingegneria, e con esso nasce una nuova professione: «Non sarà semplicemente un medico-ingegnere ma è sia un medico sia un ingegnere del futuro che applicherà una medicina personalizzata sul paziente ottimizzando i risultati grazie alla tecnologia e all’interpretazione dei dati», annuncia Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano che ha dato vita a Medtec School insieme ad Humanitas University.
Si parte già da settembre: test selettivo in agenda il 6, in inglese, la lingua del corso che ha già ricevuto l’accreditamento del Miur.
Cinquanta i posti disponibili, sei anni la durata complessiva. «Dei 400 crediti formativi – entra nei dettagli Resta – il 65% verrà erogato da docenti e medici di Humanitas e un terzo dai docenti del Politecnico di Milano, soprattutto nei primi tre anni, con lezioni anche in co-tutoring. Poi si entrerà sempre più in clinica e nei laboratori».
All’inizio saranno gli studenti a muoversi fra i due campus ma all’orizzonte c’è anche un edificio ad hoc a Rozzano di cinquemila metri quadrati. «Ci saranno laboratori che si affacciano in uno spazio di co-working – spiega il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca –. Sarà intitolato a mio padre, Roberto Rocca, che ha insegnato ad aprire la mente». Sulla facciata brillerà l’opera dell’artista inglese Martin Creed grazie alla collaborazione della Fondazione Nicola Trussardi: «Everything is going to be alright». «Un incoraggiamento ai ragazzi che inizieranno questo percorso nato dalla collaborazione fra un trisnonno e il nipotino, il Politecnico con i suoi 163 anni e l’Humanitas che ne compie 23 – continua Rocca -. Qui ci si laurea in medicina a tutti gli effetti con grandi competenze tecnologiche». Sbocchi professionali dalla corsia alle imprese, passando dalla ricerca. «E speriamo anche all’interno delle istituzioni locali e nazionali che si occupano di sanità», aggiunge Resta.

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