Unime, in prima linea per il Congo

aiutiiiiii.jpgProsegue il processo di internazionalizzazione dell’Università di Messina, che vuole contribuire allo sviluppo della cultura e della sanità a Butembo, città della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), situata nella provincia di Nord-Kivu, sede dell’Università Cattolica del Graben.
L’Università di Messina è parte del progetto “Sistema Messina per il Congo” che, con il patrocinio dell’Arcivescovo e delle istituzioni messinesi, cooperate dall’Associazione Onlus-Spes , si pone l’obiettivo di costruire l’Ospedale universitario a Butembo, offrendo formazione specialistica ai laureati congolesi, tramite l’assegnazione di borse di studio presso il Policlinicon Universitario “G.Martino” dell’Università di Messina.
Inoltre il progetto si prefigge di istituire corsi di formazione professionale a Butembo, coordinare gruppi di medici in formazione e coinvolgere aziende e professionisti nel supporto allo sviluppo socio-sanitario di Butembo. La città congolese si trova nel Nord est della Repubblica Democratica del Congo. Fino allo scoppio della guerra civile, costituiva un importante centro commerciale, con un proprio ospedale e aeroporto.
Attualmente gli studenti stranieri che frequentano l’Ateneo Messinese sono 319, fra i quali 99 israeliani, 51 greci, 23 albanesi, 10 iraniani, 13 tra tedeschi e libanesi. I progetti di solidarietà internazionale contribuiscono a a rafforzare il circolo virtuoso di trasferimento e condivisione del sapere. Inoltre, rafforzano il senso di democrazia partecipativa all’interno del proprio paese.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Guida alla Scelta - Sc. della Formazione Per insegnare occorre perseverare

Next Article

Social network, e il lavoro si cerca da casa

Related Posts
Leggi di più

Intervista alla senatrice Elena Cattaneo: “Denunciare ogni condotta che tradisce l’etica e la dignità accademica”

"Mi rendo conto che può non essere facile, ma finché non scatterà in ognuno di noi la molla per contribuire al cambiamento, ne usciremo tutti sconfitti, compreso chi penserà di averla fatta franca, di aver vinto", afferma la senatrice e prof.ssa ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, che racconta un suo episodio personale