Ue: un decalogo per l’uso delle App

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Una sorta di ‘decalogo’ sull’uso delle ‘app’, con gli obblighi specifici che sviluppatori, distributori e produttori di sistemi operativi e smartphone devono rispettare per evitare i rischi per la privacy: e’ il parere adottato dalle Autorita’ europee per la protezione dei dati, riunite nel gruppo ‘Articolo 29′.

Particolare attenzione viene riservata alle applicazioni rivolte ai minori. La legislazione Ue sulla privacy – ricorda una nota del Garante – prevede che ogni persona abbia il diritto di decidere sui propri dati personali. Le applicazioni, percio’, per trattare i dati degli utenti devono prima fornire informative adeguate, in modo da ottenere un consenso che sia veramente libero e informato. Un altro rischio per la protezione dei dati deriva misure di sicurezza insufficienti.

Il parere individua precise raccomandazioni e obblighi per ciascuno degli attori coinvolti, sottolineando che la protezione di dati personali degli utenti e la relativa sicurezza sono il risultato di azioni coordinate di sviluppatori, produttori dei sistemi operativi e distributori (‘app stores’) che devono durare nel tempo. In particolare, vengono richiamati gli obblighi sull’informativa e sul consenso riguardo all’archiviazione di informazioni sui terminali degli utenti, nonche’ per l’uso da parte delle app di dati di localizzazione o delle rubriche dei contatti.

Si raccomandano inoltre alcune ‘buone pratiche’ che devono intervenire sin dalle fasi iniziali di sviluppo delle app, come l’uso di identificativi non persistenti, in modo da ridurre al minimo il rischio di tracciamenti degli utenti per tempi indefiniti, la definizione di precisi tempi di conservazione dei dati raccolti, l’impiego di icone ‘user friendly’ per segnalare che specifici trattamenti di dati sono in corso (per esempio dati di geolocalizzazione). In caso di app rivolte specificamente ai minori, si ribadisce la necessita’ del consenso dei genitori. Si sottolinea, infine, la necessita’ di una piu’ efficace assistenza all’utente mediante la designazione di ‘punti di contatto’ negli ‘stores’ che consentano agli utenti di risolvere in modo rapido problemi legati al trattamento di dati personali da parte delle app installate.

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