Torna a Roma “equilibrio festival della nuova danza”

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Torna a Roma “Equilibrio Festival della nuova danza“, la rassegna organizzata all’Auditorium Parco della Musica di Roma dedicata alla danza mondiale che dal 2 al 27 febbraio ospiterà grandi maestri, artisti emergenti provieni da Europa, Stati Uniti e Tunisia, con tre prime italiane e un’anteprima mondiale in cartellone.

Tema dell’edizione di quest’anno, con la direzione artistica ancora una volta dl coreografo belga Sidi Larbi Charkaoui, è il concetto di inevitabilità.

L’argomento sarà declinato in tutto gli spettacoli messi in scena all’Auditorium, da “600 miles away” di Sylvie Guillem (in programma il 3 febbraio), che racconta l’ineluttabilità della condizione mortale e dell’umana fragilità. Si continua il 20 febbraio con “What the Body Does Not Remember” di Wim Vandekeybus, che mette in scena l’inevitabilità della memoria e dell’oblio. . Memoria, storia e conservazione sono al centro di “Puz/zle” di Sidi Larbi (11 e 12 febbraio, in prima italiana), mentre l’inevitabilità della paura e del desiderio prendono forma in “Fear and Desire” di Gaia Saitta con Julie Anne Stanzak e Ifhuman (in prima assoluta il 7 febbraio).

Lo spettacolo “Creation 2012” di Dave St-Pierre, in scena il 16 e 17 febbraio ma consigliato ad un pubblico adulto, l’argomento è l’inevitabilità della danza. Chiudono un’altra prima italiana, “Rayahzone” di Ali Thabet e Hèdi Thabet (5 febbraio), sull’inevitabilità delle riunione culturali e delle divisioni, e “A louer” di Peeping Tom (26 e 27 febbraio), sull’inevitabilità dei fili incrociati e del vuoto.

Il Festival sarà inaugurato da i finalisti della sesta edizione del Premio Equilibrio Roma per la danza contemporanea, che si esibiranno il 2 e 3 febbraio al Teatro Studio: Gleni Çaçi con “Hospice”, Ramona Caia, Jacopo Jenna, Giulia Mureddu della Compagnia CANI con “Trio con bandiera”; Davide Calvaresi, 7-8 chili, “Replay”; Francesca Foscarini, “Grandmother”, Alice Gosti, “Ho sempre voluto regalarti un elefante rosa”, Silvia Gribaudi, “Non solo”, Giovanni Leonarduzzi, Compagnia Ballanda, “Senza saper né leggere né scrivere”, Daniele Ninarello, Ricardo Ambrozio, Many, Giovanna Velardi, Carmen duo.

A completare il ricco programma del Festival il seminario di drammaturgia della danza con Guy Cools, il seminario di tamburi giapponesi con Kazunari Abe e un ciclo di incontri con Guy Cools, David Jays, Karthika Nair, Sylvie Guillem, Julie Anne Stanzak, Wim Vandekeybus.

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