Tirocini: “Buon inizio ma le tutele riguarderanno solo la metà degli stagisti”

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Ieri pomeriggio sono state approvate, dopo lunga gestazione, le linee guida per i tirocini curriculari concordate tra governo e Regioni, che erano state promesse dalla Riforma Fornero e che riguarderanno in prospettiva circa 250mila stagisti ogni anno.

«Le linee guida sono certamente un buon punto di partenza da cui cominciare a sanare la situazione degli stage, ormai da anni fuori controllo, e contrastare gli abusi e l’uso distorto dello strumento» commenta Eleonora Voltolina, direttore della testata giornalistica www.repubblicadeglistagisti.it che dal 2007 si batte per i diritti dei giovani nel delicato momento di passaggio dalla formazione al lavoro: «Vi sono però due talloni d’Achille in queste linee guida, di cui bisogna avere consapevolezza. Il primo è che le regole e le tutele introdotte non riguarderanno tutti, bensì solo quelli che faranno i tirocini cosiddetti “extracurriculari”. I tirocini “curriculari” sono rimasti fuori: eppure rappresentano circa la metà degli stage attivati ogni anno in Italia, 250mila su un totale di circa mezzo milione».

I tirocini curriculari sono quelli, ha spiegato nel 2011 il ministero del Lavoro, «inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici» e in generale tutte le «altre esperienze previste all’interno di un percorso formale di istruzione e formazione, la cui finalità non sia direttamente quella di favorire l’inserimento lavorativo, bensì quella di affinare il processo di apprendimento e di formazione». Questa tipologia di tirocinio può essere promossa da università ed enti di formazione abilitati al rilascio di titoli di studio; i soggetti beneficiari sono studenti di scuola superiore, università, master e dottorati universitari, allievi di istituti professionali e corsi di formazione; gli stage vengono svolti durante il percorso di studio, anche se non direttamente correlati all’acquisizione di crediti. «Solo le università milanesi, nel solo 2010, hanno attivato circa 16mila stage di questo tipo» ricorda Voltolina.

Dunque piano con gli entusiasmi e i titoli ad effetto tipo «Mai più stage gratis»: «Gli stage completamente privi di emolumento continueranno a esistere, purtroppo» spiega il direttore della Repubblica degli Stagisti «Potranno essere attivati a studenti di ogni ordine e grado, in quanto “curriculari”, nonché ad altre tipologie che le linee guida elencano esplicitamente:  i tirocini transnazionali, quelli per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso, e i tirocini estivi».

L’altro problema delle linee guida è la loro impotenza: «Le prescrizioni contenute nel documento non hanno efficacia immediata, perché non sono formalizzate in un atto normativo. Per diventare operative avranno bisogno che ciascuna delle venti regioni italiane emetta una propria legge regionale, che ricalchi i principi concordati» ricorda Voltolina. E queste leggi regionali potrebbero anche avere gestazioni lunghe, lasciando nel frattempo “scoperti” gli stagisti. Anche se le linee guida prescrivono che le Regioni legiferino entro 6 mesi, dunque entro la fine di luglio. «Sarà davvero così? A priori non possiamo saperlo: l’unica cosa certa è che la Repubblica degli Stagisti monitorerà con estrema attenzione. Tutte le Regioni sono chiamate a lavorare per normare questo tema: alcune da zero, cioè quelle – come il Lazio – che non hanno una legge ad hoc; altre invece dovranno affinare le normative già esistenti, per uniformarle con fedeltà ai principi espressi nelle linee guida. Per esempio la Lombardia dovrà rivedere radicalmente gli indirizzi su questo argomento prodotti dalla giunta Formigoni l’anno scorso, che in molti passaggi vanno in direzione diametralmente opposta rispetto alle tutele introdotte dalle linee guida».

Un punto importante, nella stesura e approvazione nei prossimi sei mesi di queste linee guida, sarà renderle il più possibile simili da Regione a Regione: «Se ci saranno regole troppo diverse da territorio a territorio si creerà il caos per tutte quelle aziende e quegli enti che hanno sedi in più Regioni, e che si troveranno a dover regolare e amministrare gli stagisti in maniera diversa a seconda del luogo di svolgimento dello stage. Creando potenzialmente anche delle ingiustizie, perché potrebbe esserci un trattamento migliore, con più garanzie, in una Regione che avesse legiferato meglio, e un trattamento peggiore in una regione che lo avesse fatto peggio o addirittura che non avesse emesso una legge sul tema, lasciando un vuoto normativo».

E comunque anche quando il lavoro delle Regioni sarà terminato, e tutte e 20 avranno una bella normativa regionale in materia di tirocini extracurriculari fedele alle prescrizioni delle linee guida appena approvate, il problema non sarà risolto: «Rimane da introdurre una tutela anche per tutti coloro che restano fuori dal cappello di garanzie di queste linee guida: gli studenti di scuole, università, master e corsi professionali, gli immigrati, coloro che fanno tirocini estivi o all’estero» ricorda Voltolina: «Anche loro devono essere protetti da una serie di tutele di base, a cominciare dal diritto a ricevere un compenso minimo: magari più basso rispetto a quello dei tirocinanti “extracurriculari”, ma comunque il tempo e l’impegno impiegati per svolgere un tirocinio vanno premiati anche a livello economico».
Insomma, «le linee guida non sono che un punto di partenza nel lungo tragitto per la tutela degli stagisti».

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