Tendenza “Bussing”, notte in pullman per non tornare a casa

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Il fenomeno del Bussing, che letteralmente sta a significare “andando in bus”, è sempre più diffuso a Londra tra le bande di giovani i quali, piuttosto che tornare alla propria abitazione, preferiscono trascorrere la notte sui mezzi pubblici.

Per molti di loro il rientro in casa sarebbe perfino cosa peggiore in quanto figli di famiglie disastrate o spesso affidati a fratelli maggiori assenti se non peggio. Il bus notturno diventa così mezzo di rifugio.

L’allarme del Bussing parte dalle scuole: giovanissimi preadolescenti disagiati, paganti un biglietto di 5 sterline per non andare in realtà da nessuna parte ma preoccupati soltanto dall’eventuale salita a bordo di pericolose bande di adulti o di rivali, cosa che li tiene sempre in allerta.

Al calare della sera, in genere ben vestiti con capi di marca, rannicchiati nelle felpe con cappuccio, dell’alcool e qualche canna, non è difficile trovare folti gruppi in attesa del bus che in realtà è un camper, una casa, un riparo. C’è sempre qualcuno che, mischiato tra chi non ha davvero scelta migliore, si ritrova a vagare sui notturni giusto per gioco e spirito di avventura perché una casa accogliente invece ce l’ha.

Il gruppo della notte diventa così famiglia e protezione e il bus permette loro di scrutare dall’alto e di cogliere eventuali situazioni di interesse o di pericolo.

Giovanni Torchia

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