Tagli all’istruzione: L’Italia è prima in Europa

tagli all'istruzione

Arriva la strigliata dell’Ue. L’Italia è stato il Paese che più ha tagliato in Europa in materia di istruzione. La notizia arriva direttamente da Bruxelles, dove uno studio della Commissione europea ha analizzato quello che è lo stato dell’istruzione nei vari Paesi.

“Sono tempi difficili per le finanze nazionali ma abbiamo bisogno di un approccio coerente in tema di investimenti pubblici nell’istruzione e nella formazione – si legge nello studio – poiché questa è la chiave per il futuro dei nostri giovani e per la ripresa di un’economia sostenibile nel lungo periodo”.

In effetti non sono mancate le sorprese. Tra i 27, infatti, l’analisi ha evidenziato che l’Italia è in cima alle classifiche dei Paesi che hanno promosso dei tagli all’istruzione, specie negli ultimi tre anni. Come a dire: la riforma Gelimini, unita all’operato del ministro Profumo, hanno ricevuto una sonora bocciatura da Bruxelles.

A rincarare la dose ci si mette anche Androulla Vasiliou, commissario europeo responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù: “Se gli Stati membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell’istruzione e delle abilità ci troveremo sempre più arretrati rispetto ai nostri concorrenti globali e avremo difficoltà ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile”.

Va sottolineato, comunque, che in Europa ci sono altri Paesi che, in tempi di crisi, hanno deciso di non toccare il settore dell’istruzione, anzi di incrementarlo. È il caso del Lussemburgo, della Danimarca, dell’Austria, della Finlandia, della Svezia. In soli 2 anni, al contrario, l’Italia ha tagliato il bilancio della scuola del 10,4 %.

 

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