Suor Orsola, inaugurazione con Mattarella: "Investire sulle Università campane"

 
“Al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dobbiamo riconoscere con gratitudine di aver posto tra i punti qualificanti della sua campagna elettorale la restituzione di una centralità anche politica al settore nevralgico dell’istruzione, quale presupposto ineludibile per la crescita socio-economica del territorio, e di aver già solennemente deciso di investire energie e risorse nella difesa delle borse di studio da destinare agli studenti meritevoli. Nella sua città, centinaia di migliaia di turisti giungono ogni anno per assistere al grande e geniale spettacolo delle “Luci d’artista”. E allora al Presidente della Regione mi sembra importante chiedere proprio in questa giornata solenne, alla presenza del Capo dello Stato, di non lasciare che si affievoliscano le luci delle nostre Università, di fare in modo che i nostri giovani migliori e più dotati non siano costretti a cercare altrove l’eccellenza. Il sistema universitario campano, “antico e sempre nuovo”, ha già saputo costruire l’eccellenza, chiede solo di poter continuare a mantenerla, con l’aiuto e il sostegno degli organi di governo locale. Un aiuto per tutti noi fondamentale, direi “vitale” nel senso più proprio e letterale del vocabolo. Un aiuto che può derivare certo dalla capacità di destinazione e di spesa dei Fondi Europei, ma anche dalla ricerca di qualche ossigeno nel bilancio, senza trascurare, perché altrimenti il meccanismo si inceppa irrimediabilmente, la conseguente prontezza d’azione della macchina amministrativa”.
C’è anche un lungo appello al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca nella prolusione del Rettore, Lucio d’Alessandro che, nella giornata di venerdì, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto il 114esimo anno accademico della storia dell’Università Suor Orsola Benincasa. Un lungo intervento quello di d’Alessandro, aperto dalla notizia dell’imminente conclusione della procedura UNESCO per il riconoscimento dell’antica cittadella universitaria di Suor Orsola, che proprio oggi festeggiava il 434esimo anno dalla fondazione della sede monumentale, “come paesaggio e patrimonio culturale che conserva un ruolo sociale attivo nella società contemporanea”.
Al centro della prolusione di d’Alessandro, alla presenza del presidente della conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Gaetano Manfredi, e di moltissimi Rettori di altri Atenei italiani, c’è stato il grande patrimonio culturale e formativo del sistema universitario italiano. “Qualsiasi persona colta o comunque attenta alle Istituzioni, alla loro storia, al loro impatto sulla società, chiudesse oggi gli occhi alla ricerca di un’immagine di vita e di progettualità riferita alla nostra Regione – ha sottolineato d’Alessandro – vedrebbe come punto più alto di un immaginario skyline il suo poderoso sistema di studi, di strutture di ricerca in ambito umanistico e scientifico, di centri di eccellenza, che comprende e riunisce Atenei, Accademie, Istituti di studi avanzati, Musei, Conservatori, Teatri. E nella rappresentazione di Napoli, sempre più ostaggio di una oleografia nera, dovrebbe trovare un posto molto più ampio la positività della cultura che la anima, insieme con l’estensione e l’impegno di quella che suole definirsi cittadinanza attiva”.
In apertura e in chiusura dell’intervento di d’Alessandro un ringraziamento speciale per il Presidente della Repubblica “in particolare “per aver voluto essere con noi anche nel pomeriggio di oggi, per la cerimonia di chiusura dell’anno accademico della Scuola di Alti Studi Politici, che è uno dei tanti modi concreti in cui questa Università esplica uno dei doveri che percepisce come imprescindibili, ossia educare alla cittadinanza”.
Proprio il Rettore al termine del suo intervento a invitato a parlare “fuori protocollo” il Presidente Mattarella che nel salutare l’intera comunità accademica e nel complimentarsi con il Suor Orsola per la sua vivacissima attività culturale e scientifica, ha voluto esprimere un apprezzamento particolare per l’intervento di Anna Rosaria Imperato, 28 anni, laureata in Scienze della Formazione all’Università Suor Orsola Benincasa, attualmente insegnante della scuola primaria dell’Istituto “Sauro-Errico-Pascoli” di Secondigliano, che aveva raccontato la sua esperienza di maestra di frontiera ringraziando il Presidente Mattarella per le sue parole di “impegno a non dimenticare i giovani e la scuola, due risorse irrinunciabili per ogni Paese che voglia dirsi democratico”, pronunciate all’Istituto Sannino di Ponticelli dove il Capo dello Stato il 28 settembre aveva aperto anche l’anno scolastico.

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