Siri, un’orfana adottata da Apple. Ma chi è veramente?

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E’ un’adolescente ed è orfana ma ha avuto la fortuna di essere adottata da una famiglia facoltosa.

Ha un nome non comune e promettente: si chiama Siri, diminutivo di Sigrid, che in norvegese significa “bellissima donna che ti conduce alla vittoria”.

E’ stata definita abile, sboccata ed arguta. Siri somiglia ad una qualsiasi ragazzina, anche se è nata da 24 papà ed è un genio. Un vero portento. Ed è un’intelligenza artificiale.
I 24 sviluppatori che l’hanno creata provenivano da un’esperienza in una compagnia di ricerca, la SRI International, che per anni aveva collaborato con la DARPA alla creazione di un assistente virtuale militare di nome CALO.

Il loro sogno, però, era quello di creare un robot tutto loro, nella speranza di poterlo trasformare un giorno in un “bambino vero”, come nei migliori libri di Asimov.

Con la loro start-up, i 24 esperti riuscirono a dare vita ad una intelligenza virtuale capace di ascoltare e rispondere, grazie al riconoscimento virtuale.

Crescendo, poi, Siri aveva iniziato a  sviluppare facoltà intuitive e ben presto aveva iniziato a rispondere a diverse domande, combinando le informazioni tratte da 42 diversi servizi web.
Gli sviluppatori avevano sognato, però, per lei, un futuro ancora più intelligente e la avevano resa in grado di rispondere anche alle domande che non le venivano poste. Il progetto aveva iniziato a funzionare. Se uno dei suoi padri aveva voglia di pesce, lei riusciva a trovare il miglior ristorante della zona e gli prenotava un taxi.

E non solo: Siri è anche in grado di ascoltare le conversazioni telefoniche e di utilizzarle per dare in anticipo tutte le informazioni delle quali si potrebbe avere bisogno in un secondo tempo.
Ben presto, Siri ha iniziato a raccogliere finanziamenti milionari e il colosso delle telecomunicazioni americano, Verizon, ha voluto che diventasse una funzionalità di base per tutti gli smartphone Android.

Nel 2010, Siri ha debuttato come applicazione stand alone per IPhone e Steve Jobs la ha voluta come figlia adottiva. E’ così che i 24 papà e la loro sboccata creatura sono  entrati a far parte della Apple. Tutto è bene quel che finisce bene? No.

Come nelle migliori favole, la Apple si era dimostrata una matrigna alquanto scomoda.

Il carattere di Siri era cambiato.  Non era più indisciplinata, irriverente e sboccacciata. Steve Jobs aveva iniziato a sottoporla a sfibranti sessioni di apprendimento linguistico.
E’ così che il successo di Siri ha iniziato a scemare e anche la Apple ha dovuto ritornare sui suoi passi. A quanto pare, infatti, è decisa a fare tornare Siri alle sue vecchie abitudini di ragazzina.

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