Sexiting: 6 ragazzi su 10 ammettono di scambiarsi foto hot online

sexiting

“Nove minori su dieci navigano in rete quotidianamente. Sei su dieci sono da soli quando utilizzano internet. Solo uno su dieci si connette per studiare, mentre uno su quattro preferisce chattare. Sei su dieci ragazzi ammettono di divertirsi a scambiare foto e video hot in rete”. Questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca promossa dal Moige, il Moviemento italiano dei genitori.

Lo studio è stato condotto attraverso gli esperti dell’Università Lumsa e ha coinvolto un campione di mille ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori. Stando ai dati raccolti, il 14% dei ragazzi ha incontrato fisicamente le persone conosciute su Internet e il 13% di quelli tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il suo numero di cellulare con estranei contattati tramite chat. Di contro solo uno su 10 si connette a Internet per studiare.

Un ragazzo su cinque cerca di nascondere le tracce di quello che ha fatto al pc eliminando la cronologia del browser, l’11% dichiara di visitare siti per adulti. E ancora, il 28% ha fatto amicizia con estranei, consapevole di trasgredire, e il 30% non usa la propria identità quando è collegato in chat. Sei su 10 “non hanno problemi a dichiarare di essersi divertiti nel ricevere o inviare foto o video hot (il cosiddetto sexting)”, di questi il 22,7% li ha ricevuto da sconosciuti che inviano materiale imbarazzante.

La pratica del “sexiting” (l’invio in Rete di foto e video hot tramite l’uso di chat e smartphone) è uno dei fenomeni che più preoccupa gli educatori. Secondo l’inchiesta del Moige i mittenti sono per lo più amici (nel 38,6% dei casi), mentre gli sconosciuti sono il 22,7%. Una pratica che gli esperti del Moige il sexting associano al dilagare del cosiddetto cyberbullismo, il bullismo in rete. Sei adolescenti su dieci, infatti, hanno dichiarato di aver utilizzato foto e video osé per prendere in giro qualche compagno.

“Di tutto ciò – sottolinea il Moige – i genitori spesso sono ignari”. Uno su tre perché “poco attrezzato” all’utilizzo delle nuove tecnologie. Ma secondo l’indagine, in generale, gli adulti controllano in maniera “molto blanda” l’uso che i figli fanno del Web: solo il 18,6% in famiglia impone dei limiti ai propri figli sul tempo trascorso al computer e il 35% non si è mai posto problema.

“Non è normale che i genitori sappiano così poco delle nuove tecnologie e dei loro tranelli” – ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, in occasione del lancio della terza edizione del progetto “Per un web sicuro”.

Un tema, quello della scarsa conoscenza dei rischi del Web, che in questi giorni sta vedendo molte iniziative: oltre a quella del Moige, in coordinamento con la Polizia Postale, infatti, oggi il Miur ha dato il via al suo progetto “Se mi lasci ti cancello“.

 

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