Scuola, 21mila posti per i precari Pantaleo: ora pensiamo al personale Ata

«È sicuramente un risultato importante aver ottenuto le immissioni in ruolo di oltre 21 mila tra docenti e personale educativo e 1.213 dirigenti scolastici». Così il segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL commenta le future immissioni in ruolo che il Ministero dell’Istruzione sta predisponendo.

«È sicuramente un risultato importante aver ottenuto le immissioni in ruolo di oltre 21 mila tra docenti e personale educativo e 1.213 dirigenti scolastici». Così il segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL commenta le future immissioni in ruolo che il Ministero dell’Istruzione sta predisponendo.

Mimmo Pantaleo sottolinea come finalmente è stata fatta chiarezza, dopo le continue esternazioni mediatiche sul concorso e sul fatto che per le immissioni in ruolo potevano essere utilizzate le vecchie graduatorie. Anche se precisa, «rimangono seri interrogativi sulla possibilità di garantire le immissioni in ruolo per il personale ATA a seguito dei tagli e delle misure devastanti contenute nella spending review che costringono i docenti inidonei e gli ITP a transitare nei profili di assistenti tecnici e amministrativi mortificando la loro professionalità e togliendo posti ai precari. Nel sud la situazione è particolarmente drammatica».

La FLC CGIL chiede ora al Ministro Profumo di garantire un congruo numero di assunzioni anche per gli ATA. «Abbiamo avanzato da tempo precise proposte per aumentare gli organici ormai ridotti all’osso e superare una situazione insostenibile per il funzionamento delle scuole. Non è più rinviabile un confronto specifico sui profili ATA. Resta la necessità di tornare ad investire nella scuola pubblica dopo i tagli epocali della Gelmini, ma fino ad ora il Governo Monti ha proseguito su quella stessa strada».

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Alta tecnologia, accordo Regione-Miur per 349 milioni

Next Article

Ricerca, boom di laureati con lode Ma l'azienda sceglie la produzione

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident