Sapienza: meno corsi, più selezione

sapienza.gifRazionalizzazione dei corsi e prove d’ingresso per tutte le matricole. Sono queste le principali novità dell’offerta didattica dell’Università Sapienza di Roma per il biennio 2009-2010, che ha approvato, in anticipo di un mese, il Manifesto degli Studi per l’anno accademico 2009-2010.
«Abbiamo accorpato e soppresso corsi che rappresentavano duplicazioni di altri o con pochi iscritti o totalmente sganciati dal mondo del lavoro – ha detto il rettore Luigi Frati – Questo testimonia la serietà del processo compiuto per migliorare la qualità dell’offerta didattica sottoposta, oltre che alla verifica dei requisiti minimi ministeriali, alla verifica di requisiti Sapienza più severi di quelli generali».
Dal prossimo anno accademico le matricole potranno scegliere tra 219 corsi di studio riordinati, corrispondenti a lauree, lauree magistrali e lauree a ciclo unico e tra 282 master di I e II livello. A questi vanno aggiunti 92 corsi per le lauree triennali e 16 per le lauree specialistiche biennali. Complessivamente rispetto al 2007-2008, sul totale dei corsi che potevano essere riformati, pari a 265 corsi, c’è stata una riduzione di oltre il 15% e secondo le rilevazioni del Nucleo di valutazione di ateneo, sono stati chiusi o riaccorpati 46 corsi.
Nella facoltà di Psicologia 2, che aveva corsi come Scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo, dell’educazione, della comunicazione e del marketing, i corsi saranno ridotti a due. Altre riduzioni sono state operate nell’area economica, in sedi decentrate e nella facoltà di Architettura. L’obiettivo della riforma, ha spiegato la Sapienza in una nota, è stato quello di «assicurare a tutti i corsi la piena conformità a requisiti qualificanti coerenti con gli standard europei».
La Sapienza impegnava già dal 2007, in media 12 docenti di ruolo per la copertura degli insegnamenti fondamentali, rispetto ai 9,5 della media nazionale. L’altra novità sono le prove di ingresso per la verifica delle conoscenze previste per la prima volta per tutti i corsi di studio con ordinamento che si applicherà anche ai corsi ad accesso libero. La partecipazione è obbligatoria: l’eventuale esito negativo non determina la mancata iscrizione, ma un obbligo formativo da assolvere entro il primo anno con corsi di recupero che si svolgono con le modalità definite dalle facoltà. Rimangono inalterate le vecchie procedure di accesso ai corsi a numero programmato.

Manuel Massimo

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