Roma Tre, giuristi made in Usa

novasouthestearnuniversity.gif“This is not an Erasmus Programme”. Vale a dire: studio tanto, tempo libero poco (anzi pochissimo). L’incipit della professoressa Catherine Arcabascio della Nova Southestern University (Nsu) in Florida non ha scoraggiato i sessanta studenti di Roma Tre – presenti nell’Aula 7 di Giurisprudenza venerdì scorso – accorsi in gran numero per conoscere nel dettaglio le modalità per compiere una porzione del loro percorso di studi negli States.
La selezione per poter accedere al programma di scambio – che prevede un massimo di cinque posti per anno accademico – sarà molto dura, ma loro lo sanno. Certo è che chi riuscirà a volare oltreoceano potrà arricchire il proprio curriculum in maniera sostanziale: un ottimo biglietto da visita per il futuro e tanta esperienza internazionale in più sulle spalle.
L’accordo raggiunto tra le due facoltà di Legge dei rispettivi atenei, infatti, consente il conseguimento di un doppio titolo di laurea (dual-degree), necessario anche per l’accesso alla professione forense sia in Italia che negli Stati Uniti. Ma riuscirci non è affatto una passeggiata. La conoscenza dell’inglese è un must, l’attitudine a studiare sotto stress un imperativo.
Un aspetto, quello dell’impegno, sottolineato anche da due docenti di Roma Tre impegnati in questa iniziativa internazionale dell’ateneo: il professor Vincenzo Zeno-Zencovich – ordinario di Diritto Privato Comparato – e la professoressa Rebecca Spitzmiller, americana di nascita ma capitolina d’adozione, in prima fila nell’organizzazione del programma dual-degree in questione, l’unico del suo genere in Italia.
La professoressa Arcabascio, insegnante di Criminal Law alla Nsu, ha presentato nei particolari il Law Center, cercando di sdrammatizzare attraverso un approccio very friendly: “La nostra università si trova in Florida, vicino a Miami e a South Beach – ma non avrete molto tempo per andarci perché dovrete studiare molto”. In effetti il carico di lavoro settimanale stimato è di 65 ore (tra lezioni e studio individuale): molto impegnativo, dunque.
Una curiosità riguarda gli esami: sono tutti scritti (ma i docenti valutano anche la capacità d’intervenire nel corso delle lezioni e di farsi trovare preparati giorno per giorno) e non c’è un “secondo appello”, in pratica “one chance only”. O la va o la spacca. Un’impostazione molto diversa rispetto a quella italiana. Ma anche il rapporto con i professori è più diretto: gli studenti possono dialogare costantemente con loro tramite e-mail, i momenti di incontro/scambio non si limitano alle ore di lezione ma sono praticamente quotidiani.
Per rispondere alle domande dei ragazzi “aspiranti”, in prima fila c’erano anche alcuni loro colleghi di Roma Tre “survivors”, reduci dall’esperienza della passata edizione. Secondo Flaminia Fossati si è trattato di una “great experience, but hard”: questo perché “you have to study all time” e “few times you can go out”. In pratica “you have to study everyday for each class”.
La prima selezione dei candidati si terrà nel mese di maggio 2009 presso Roma Tre: un professore della Nsu terrà un corso introduttivo – della durata di tre settimane – molto intensivo e volto a individuare gli studenti idonei per seguire le lezioni presso una Law School americana.

Manuel Massimo

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