Prof. del Massimo confessa abusi: "Ero innamorato"

“Ero innamorato”. Così il docente accusato di aver abusato di una studentessa 15enne del liceo Massimo, a Roma, ha cercato di giustificare i rapporti con la ragazza per i quali è finito in carcere. All’insegnante 53enne  (ora sospeso) è stata contestata l’accusa di atti sessuali con minorenne. “Quello che c’è scritto nell’ordinanza corrisponde sostanzialmente al vero – ha detto il professore al gip Annalisa Marzano durante l’interrogatorio di garanzia – ma io ero innamorato di questa ragazza. Era un rapporto consenziente. In 25 anni di insegnamento non mi era mai successa una cosa simile”.
“Chiedo scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’istituto” ha aggiunto. “Il mio assistito è prostrato. Per questa storia ha già tentato il suicidio. Se potesse, farebbe veramente l’impossibile per tornare indietro” ha detto l’avvocato Fabio Lattanzi. Intanto della vicenda si occupa anche la politica, con il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli che chiede il licenziamento in tronco degli insegnanti prima ancora che si arrivi a processo e quello della Giustizia che si dice perplesso. In un’intervista al Corriere della Sera, dopo i fatti accaduti al liceo Massimo a Roma, Fedeli ha annunciato che nel nuovo contratto degli insegnanti che si sta chiudendo in questi giorni dovrà essere inserita la seguente norma: “Il docente accusato di comportamenti o molestie a carattere sessuale nei confronti di alunne o alunni, studentesse o studenti minorenni, viene sospeso dall’insegnamento e sottoposto a iter disciplinare, al termine del quale, se giudicato colpevole, scatta il licenziamento“, anche prima del processo penale quindi.

La ministra ha dichiarato che “un docente che ha molestato una studentessa non può rimanere al proprio posto. Non sfugge infatti a nessuno che nel particolare e delicato rapporto che si instaura tra docente e discente ci sono dei limiti che non possono essere mai varcati. E’ anche questione di etica professionale. E’ intollerabile – ha sottolineato – che gli autori di queste violenze siano coloro ai quali le famiglie affidano i propri figli e le proprie figlie”. E ancora- “Io dico brave alle ragazze che denunciano – ha detto Fedeli – ma queste ragazze devono trovare ascolto, sostegno e risposte proprio dentro le istituzioni”. L’ipotesi non convince il Guardasigilli, Andrea Orlando. “Ho qualche perplessità sotto il profilo costituzionale” sottolinea al programma ‘Circo Massimo’ su Radio Capital “Quello delle molestie è un reato particolarmente infamante che se poi non si verificasse come fondato segnerebbe comunque una persona per tutta la vita”.

 

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