Pari opportunità e famiglia, la ministra Bonetti sulla riapertura dei nidi

Foto IPP/Paolo Pizzi 01-02-2020. Al Teatro 10 di Cinecità l’Assemblea nazionale di Italia Viva . In foto il ministro per le pari opportunità e la famiglia.Elena Bonetti Italy Photo Press – World Copyright.

Solo a settembre tutti saranno in grado di raprire

(askanews) – “Una riapertura obbligatoria dei servizi per l’infanzia avrebbe creato seri problemi di organizzazione. Non tutti i comuni hanno le strutture adeguate.

Non tutti i nidi hanno il personale sufficiente. Non tutti sarebbero stati in grado di assicurare le norme di sicurezza necessarie. Abbiamo scelto la via della flessibilità. Possono aprire per l’estate. Pronti a richiudere se si verificassero dei contagi”. Elena Bonetti, ministra della Famiglia di Italia Viva sta lavorando all’ultimo testo del Family Act. Nel giorno della grande protesta del mondo dell’infanzia, spiega in un’intervista al quotidiano la Repubblica perché, nel calendario delle ripartenze, i più piccoli dei piccoli sono, incredibilmente arrivati per ultimi. Con la loro estate post-Covid ridotta a una manciata di settimane.

“I centri estivi sono una realtà anche quest’anno”, sostiene il ministro Bonetti. Mentre c’è “la possibilità di strutturare servizi educativi per l’estate anche per i bambini 0-3” e “se la Regione lo decide, chi è in regola potrà partire già dalla prossima settimana”. Dunque riaprirà soltanto chi vuole o chi può? “Chi è in grado di assicurare gli standard di sicurezza richiesti dalle linee guida”, risponde il ministro. “Un educatore ogni cinque bambini. I lettini adeguatamente distanziati. Gli spazi affinché i piccoli gruppi restino separati”.

Migliaia di educatori dei nidi privati sono da mesi senza stipendio e decine di strutture rischiano di non riaprire più.

“Anche su questo stiamo lavorando con la ministra Azzolina per garantire che a settembre tutti i bambini nella fascia 0-3 anni possano entrare al nido. All’interno di quel progetto che concepisce il nido e la scuola dell’infanzia come un percorso didattico, non soltanto come un servizio alle famiglie”, commenta Bonetti.

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