Parentopoli all'ombra delle cattedre

parentopoli.jpgNon più cattedre, o almeno: non solo. Ormai i casi di omonimia all’interno degli atenei si sono estesi anche al personale tecnico-amministrativo: ecco allora trovare come bibliotecario il nipote di un professore, come bidella la moglie dell’autista del rettore e come segretaria la figlia che ha preso il posto del papà (segretario anche lui) appena andato in pensione.
Questo albero genealogico “allargato” è stato sviscerato da una dettagliata inchiesta de “Il Messaggero” a firma di Claudio Marincola, che ha ricostruito per filo e per segno gli stretti legami tra parenti e affini all’interno delle università italiane.
Non è la prima volta che la parentopoli universitaria assurge agli onori delle cronache, ma stavolta è stato svelato anche un salto di qualità compiuto: le cattedre non bastano più, la loro moltiplicazione è stata portata avanti in maniera troppo spinta. D’altra parte di personale tecnico-amministrativo ce n’è in gran quantità e periodicamente è necessario un ricambio: sicuramente con maggiore frequenza rispetto ai professori, letteralmente “francobollati” alle cattedre fino a che è possibile. E spesso anche oltre.
Questa ennesima segnalazione sul malcostume che regna all’interno di molte realtà accademiche ha fatto giustamente indignare quanti hanno a cuore le sorti degli atenei e il futuro dei giovani che stanno frequentando l’università tra rinunce e sacrifici. E proprio stamattina il senatore Giuseppe Valditara, segretario per il Pdl in Commissione Istruzione, ha preannunciato che presenterà un’interrogazione al ministro di Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini “affinché si verifichi l’entità del fenomeno e si accertino eventuali abusi e responsabilità”.
Un’operazione che, vista l’enorme mole di omonimie all’ombra delle cattedre, potrebbe richiedere molto tempo. Chissà se da questo accertamento uscirà fuori qualcosa anche sul caso di una certa “valutazione comparativa” per un posto da ricercatore in “Storia dell’Europa Orientale” vinto “in solitaria” dalla figlia del presidente del Cun Andrea Lenzi. Un fatto poco noto ai più, ma che il senatore dovrebbe conoscere bene, visto che il concorso è stato bandito dall’Università Europea di Roma: l’ateneo privato dei Legionari di Cristo dove il professor Valditara (ordinario di Istituzioni di Diritto Romano presso l’Università di Torino) coordina il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza e insegna anche Diritto Pubblico Romano.

Manuel Massimo

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