Paragonò il Green pass ad Auschwitz: sospensione di sei mesi senza stipendio per il preside di Ferrara

E’ arrivata ieri la decisione dell’Ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna sul caso del dirigente che aveva pubblicato sui social network un’immagine in cui paragonava il campo di sterminio polacco alla certificazione verde.

Sei mesi di sospensione senza stipendio: è questa la punizione inflitta a Stefano Gargioni, preside dell’istituto Perlasca di Ferrara che qualche settimana fa paragonò il Green pass ad Auschwitz pubblicando sui social network un’immagine dell’ingresso del campo di sterminio polacco con la scritta “Il Green pass rende liberi”.

La sospensione è stata comunicata agli organi di istituto nella tarda mattinata di ieri. La decisione dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna che si stava occupando del caso è scaturita a seguito di un’istruttoria che ha avuto tempi molto rapidi. Il caso del preside ferrarese però aveva avuto grande eco sui media nazionali, particolare che forse hanno spinto le autorità scolastiche a procedere molto velocemente.

D’altronde la storia recente del preside Gargioni è caratterizzata da diverse posizioni controverse sul tema dei vaccini e dei controlli riguarda alla pandemia Covid. Già lo scorso anno aveva preso la decisione, in palese contrasto alla disposizione ministeriale, esentando gli alunni dall’utilizzo delle mascherine. Decisione poi fatta rientrare nei giorni successivi.

A settembre poi, Gargioni era stato richiamato per non aver controllato i lasciapassare vaccinali. Il primo giorno di scuola e di riunione collegiale in presenza del corpo docenti, infatti, nella scuola ferrarese nessuno aveva provveduto – come prevedono la normativa e le circolari ministeriali – a controllare la documentazione degli insegnanti per valutare il possesso o meno della certificazione vaccinale. Di fronte a questo omesso controllo, è scattata – da parte di alcuni insegnanti in regola con quanto disposto dal decreto – la segnalazione all’Ufficio scolastico provinciale.

Poi l’immagine pubblicata su Facebook e la polemica divenuta nazionale con addirittura i parlamentari del Partito Democratico Emanuele Fiano e Luca Rizzo Nervo che avevano presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere “di estromettere questo Gargioni dall’insegnamento e dalla direzione scolastica”.

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