Proteste, tensioni tra giovani e polizia in via Ripetta a Roma

È il terzo liceo in pochi giorni che interrompe le lezioni: 80 studenti hanno preso in mano la gestione. Il preside minaccia lo sgombero e I poliziotti bloccano l’ingresso: è caos

Attimi di tensione tra la polizia e gli studenti del liceo artistico in via Ripetta, occupato nella giornata di ieri, l’ultimo liceo sulla scia delle proteste e occupazioni contro gli orari scaglionati dalle restrizioni covid. “Ripetta occupato” è lo striscione calato sulla facciata del liceo artistico a pochi passi da via del Corso. Dopo l’istituto cine-tv Rossellini e lo scientifico Pilo Albertelli, il liceo del rione Campo Marzio è la terza scuola in pochi giorni ad interrompere le lezioni. Un’ottantina gli studenti che nel primo pomeriggio hanno preso possesso dell’istituto, dopo un’assemblea straordinaria lampo indetta intorno alle 12.40, quando il primo turno di studenti aveva già terminato le lezioni.

“Ci sono stati momenti di tensione in palestra con il personale scolastico”, racconta Tommaso Marcon, studente del liceo Albertelli e rappresentate Osa, l’Opposizione studentesca alternativa di Roma, promotrice della protesta. L’organizzazione studentesca ha annunciato l’occupazione sui propri canali social e ha diffuso video in cui si vede un cordone di polizia bloccare l’accesso degli studenti al plesso. “Un centinaio di ragazzi sia del Ripetta, ma anche di altre scuole è arrivata all’ingresso del liceo in solidarietà degli occupanti”, spiega ancora Marcon. In serata, il collettivo Osa ha indetto un presidio permanente davanti l’istituto.

Le denunce degli studenti di Ripetta

Gli studenti denunciano in un documento la necessità “di lottare, contro un modello scolastico portato avanti da Draghi e dal ministro Bianchi che, come il Pnrr ha dimostrato, segue la stessa linea di tutte quelle politiche che in questi anni hanno massacrato la scuola”. Soffermandosi, poi, sulle criticità specifiche dell’istituto di via Ripetta: dalla richiesta di laboratori funzionanti, all’eliminazione degli scaglionamenti orari in ingresso, alla reintroduzione della modella e dell’utilizzo dei gessi per il disegno dal vero, attività quest’ultime interrotte a causa delle misure anti-Covid. Anche le carenze del personale scolastico non sono da meno: “cambiato ogni anno e non permette una continuità nella didattica” e chiedono una “maggiore attenzione per quanto riguarda il percorso personalizzato che ogni studente Dsa (Disturbi specifici dell’apprendimento) e Bes (Bisogni educativi speciali) segue”.

Tra le rivendicazioni spunta anche una proposta in controtendenza con le lotte ambientaliste che proprio i giovani stanno promuovendo negli ultimi anni: l’abolizione della sanzione “che va dai 60 ai 300 euro, per chiunque butti mozziconi o prodotti da fumo nel cortile scolastico”.

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