Niente aule ma laboratori e biblioteche: ecco i compiti dei docenti no vax rientrati oggi a scuola

Da oggi il corpo docente sospeso nei mesi scorsi per non essersi sottoposto alla vaccinazione anti Covid ha potuto rientrare in servizio ma le sue funzioni sono state stravolte. Anche l’orario di lavoro si allunga: 36 ore settimanali anziché 18. L’ex ministro Azzolina: “Che pasticcio. Decreto va cambiato”.

Lavoratori e servizio di biblioteca: sono queste le principali funzioni che dovranno svolgere i docenti no vax che da oggi sono rientrati a scuola dopo la sospensione per non essersi voluti sottoporre al vaccino anti Covid. Lo stabilisce una circolare del Ministero dell’Istruzione che ha cercato di fare luce sul caos generato nei giorni scorsi riguardo proprio al reintegro del personale docente.

Niente aula né lezioni quindi per i prof che in sostanza saranno relegati ad attività “secondarie” rispetto a quelle che erano abituati a portare avanti prima della decisione del Governo di rendere obbligatorio il Green pass rafforzato per poter insegnare.

Ecco, quindi, che i prof che non si sono vaccinati potranno essere utilizzati “per il servizio di biblioteca e documentazione, l’organizzazione di laboratori, il supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche, le attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi Amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto”.

Nella nota ai dirigenti scolastici e agli Uffici scolastici regionali, per quanto concerne la determinazione dell’orario di lavoro, il ministero chiarisce che “la prestazione lavorativa dovrà svolgersi su 36 ore settimanali, al pari di quanto previsto per i lavoratori temporaneamente inidonei all’insegnamento nonché per tutto il personale docente ed educativo che a vario titolo non svolge l’attività di insegnamento ma viene impiegato in altri compiti”.

Una decisione che ha mandato su tutte le furie i docenti pronti a presentare ricorso ma anche i sindacati che hanno messo l’accento su un altro problema relativo al ritorno dei docenti no vax a scuola. La Flc Cgil ha denunciato l’insufficienza dei fondi sui contratti dell’organico Covid (polemizzando sulle spese militari).

Anche l’ex ministra Lucia Azzolina non ha mancato di far sapere il suo parere: “I soldi per il cosiddetto personale Covid a scuola non sono sufficienti a prorogare tutti i contratti. L’allarme lanciato da docenti e ata, che arriva da diversi territori, è grave. Sono stati sbagliati i conti e qualcuno se ne accorge solo il 31 di marzo? E che succede adesso? Ci saranno insegnanti senza contratto? Saranno sostituiti dai docenti non vaccinati che rientrano a scuola ma che secondo l’ultimo decreto non possono svolgere attività didattica? La confusione regna sovrana. I docenti non vaccinati saranno trattati come inidonei e quindi presteranno servizio per 36 ore invece che per 18? Il tempo è praticamente scaduto, si rimetta mano a quel testo, ma con un minimo di cognizione” è stato il suo appello.

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