Miracolo targato Italia: bambina viva grazie a una trachea artificiale

una bambina malata di cancro

Se non credete ai miracoli, cambiate idea. Hannah è una bambina americana di due anni e mezzo, nata con una malformazione gravissima: non ha la trachea. 99 persone su 100 non sopravvivono in queste condizioni. Hannah sì.

È stato l’italiano Paolo Macchiarini, che guida il team che si occupa di cellule staminali in Svezia, a inventare a tecnica che consente di “coltivare” le cellule su un’impalcatura fatta di materiale biocompatibile: in questo modo le cellule sono in grado di riformare il tessuto.

Il 9 aprile, dopo un intervento durato nove ore presso il Children’s Hospital of Illinois, Hannah ha riaperto gli occhi. Le cellule prelevate dal midollo osseo hanno ridotto la possibilità di rigetto e di altre complicazioni. È la prima volta al mondo che una trachea creata in laboratorio con cellule staminali è stata trapiantata su una bambina così piccola.

“La cosa più sorprendente, che per una bambina è un miracolo, è che questo trapianto ha salvato non solo la sua vita, ma alla fine le consentirà di mangiare, bere e deglutire, anche parlare, proprio come qualsiasi altro bambino normale”, ha detto Macchiarini  dopo l’intervento.

Raffaele Nappi

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