Messa: “Dopo il Covid le immatricolazioni sono cresciute”

La ministra dell’Università è intervenuta alla riunione della Commissione Cultura dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa

“I dati delle immatricolazioni pre-pandemici del 2019-2020 erano di circa 313.000 iscritti; quelli 2021-2021 sono saliti a 329.000. Quello che ci lega all’Europa è stata anche la trasformazione dei corsi universitari durante il periodo di pandemia che hanno deciso in maniera rapida di utilizzare i mezzi digitali al fine di raggiungere studentesse e studenti nelle loro abitazioni al fine di poter proseguire la vita accademica, magari non in maniera ottimale ma sicuramente in maniera efficace. Infatti, secondo i dati della Crui durante l’emergenza sanitaria, nel primo anno la didattica si è trasferita online, sono stati sostenuti quasi 70 mila esami e si sono tenute quasi 30 mila sessioni di laurea. Non si sono persi laureati, non si sono persi ragazzi che avevano investito nei loro corsi e questo ha portato al fatto che non si sono persi iscritti”. Lo ha detto la ministra dell’Università Cristina Messa intervenendo alla riunione della Commissione Cultura dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, durante il semestre di Presidenza italiana del CdE.

I dati sulle immatricolazioni

“C’è stata una tenuta del sistema universitario italiano a livello di immatricolazioni che è stata parallela a quello europeo. Aver potuto istituire una serie di didattica a distanza ha permesso di poter scambiare lezioni, sia dei master sia dei corsi di laurea, fra paesi lontani fra loro fisicamente. Questo è un altro strumento che possiamo mettere a favore delle lauree europee e della possibilità di scambi più continuativi”, ha proseguito la ministra.

“Il progetto Ocean del Consiglio d’Europa è concepito per essere uno strumento aggiuntivo a sostegno dell’attuazione delle convenzioni del Consiglio d’Europa a livello nazionale ed europeo. E il coinvolgimento delle reti accademiche per contribuire con idee alla revisione, attuazione e allo sviluppo di Convenzioni dell’organizzazione credo sia un riconoscimento delle accademie e dei centri di ricerca che possono fungere da poli di innovazione e di crescita sociale”, ha detto ancora la ministra Messa.

Rete Unire

“Abbiamo sperimentato nel nostro Paese la rete Unire. È stato il primo progetto che a livello nazionale si è occupato in senso integrato del contrasto alla violenza di genere nelle università italiane, cercando di applicare i dettami della Convenzione di Istanbul – ha detto ancora Messa -. Il ruolo delle università, quindi della ricerca e della formazione è molto importante in tutti questi processi. È un ruolo capace di mostrare forme, colori e prospettive alle nuove generazioni, aiutandole a costruire le strade seguendo le loro inclinazioni e che possano dare strumenti e punti saldi. Tutti infatti vorremmo riuscire a dare e fare in modo che i giovani possano essere curiosi, liberi dalle disparità, dai pregiudizi in una dimensione internazionale. Questo compito dovrebbe essere comune a tutti coloro che si occupano di formare giovani uomini e donne. Un compito che non dovrebbe essere del singolo sistema universitario, ma a un network europeo; una realtà auspicabile e che potrebbe trovare in progetti come l’Open Council of Europe Academic Networks e le lauree europee i primi incubatori”.

“È molto importante, oggi, collegare questa iniziativa con il concetto della formazione europea anche a livello universitario. Le nuove immatricolazioni lo dimostrano. La dimensione europea è quella che maggiormente rappresenta e rispecchia un sistema che è sia più trasversale che permetta di modulare l’offerta formativa ma anche più vicino alle esigenze che il mondo ci pone. In quest’ottica il Mur ha già studiato una serie di percorsi, da quelli della flessibilità dei corsi di laurea a quello della programmazione delle micro credenziali, che sono dei piccoli percorsi, dei piccoli mattoncini che si possono mettere insieme in maniera modulare o prendere singolarmente e che danno la possibilità di dimostrare nel proprio curriculum di aver appreso alcune competenze. Sono, quindi, dedicate sia alle studentesse e agli studenti dei corsi di laurea sia ai lavoratori che devono riorganizzarsi e acquisire delle nuove competenze”, ha concluso la ministra.

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