Maturità, prove Invalsi tornano ad essere requisito obbligatorio. Uds: “Studenti inascoltati”

Intanto il ministro dell’Istruzione Valditara ha convocato per il 2 dicembre il Foorum delle Associazionie Studentesche

Le prove Invalsi 2023 saranno requisito di ammissione agli esami di terza media e agli esami di Maturità 2023. E’ quanto si evince dalla lettera firmata da Roberto Ricci, presidente Invalsi, e indirizzata ai dirigenti scolastici in relazione alle iscrizioni alle prove 2023. Fino al 7 dicembre 2022, accedendo all’area riservata della segreteria scolastica, sono infatti aperte le iscrizioni delle scuole alle prove Invalsi 2023. 

Durante il periodo pandemico questa pratica era stata mess da parte per le difficoltà di uniformità nell’apprendimento riscontrate con l’ultilizzo della didattica a distanza. In realtà l’uso del test Invalsi è stato più volte messo in dubbio, prima che dagli studenti stessi, anche da illustri pedagogisti che dallo stesso corpo insegnante. “Le prove invalsi sono uno strumento per valutare gli studenti dividendoli in aree,
come se fossero dei numeri da controllare e da esaminare – afferma Alice Beccari, dell’Unione degli Studenti – Tutto ciò attraverso domande fatte di mere nozioni incapaci di rendersi uno strumento utile di crescita e di formazione per gli studenti. Nuovamente gli studenti non vengono ascoltati su decisioni che riguardano la loro formazione e il loro futuro”. E ancora. “Vogliamo l’esclusione dei P.C.T.O. come requisito e oggetto d’esame. Vogliamo un esame che fornisca gli strumenti agli studenti e un’elaborazione critica complessiva del proprio percorso di studi, attraverso una prova orale con tesina preparata dagli studenti. Vogliamo delle scuole e dei saperi liberi e non escludenti, fonte di emancipazione e non di nozionismo”, ha dichiarato la coordinatrice nazionale Bianca Chiesa.

Valditara convoca gli studenti

Dopo le richieste avvenute più volte a mezzo stampa, sui socia e con l’ultima manifestazione del 18 novembre, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha convocato il Forum delle Associazioni Studentesche più rappresentantive (FAST) per il 2 dicembre. “Il ministro ci convocato dopo
aver già deciso che le modalità della maturità e l’obbligatorietà delle prove invalsi. Non vogliamo solo essere ascoltati, rivendichiamo una scuola pensata dagli studenti per gli studenti: la nostra proposta è chiara e sviluppata su 5 pilastri secondo il manifesto nazionale della scuola elaborato agli Stati Generali della scuola di febbraio scorso”. Valditara non ha comunicato agli studenti quali saranno gli argomenti di discussione. In realtà dal ministero non è arrivato neanche un orario dell’incontro. Il predecessore, l’ex ministro Bianchi, aveva impiegato mesi dal suo insediamento a convocare l’organo di confronto tra studenti e ministero, e soltanto dopo mesi di proteste reiterate. Incontro che finì con un nulla di fatto, un mero esercizio politico.

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