L’Italia non investe in formazione. E la Reuters la bacchetta

“Lost generation”,ovvero generazione persa. Così l’agenzia di stampa britannica definisce la situazione della scuola italiana in un suo recente articolo, riferendosi alle proteste studentesche della scorsa settimana.

Lost generation”,ovvero generazione persa. Così l’agenzia di stampa britannica definisce la situazione della scuola italiana in un suo recente articolo, riferendosi alle proteste studentesche della scorsa settimana. Al centro dell’attenzione della Reuters, l’occupazione del liceo scientifico Nomentano di Roma e il degrado di alcuni edifici scolastici italiani.

L’agenzia di stampa britannica sottolinea come l’Italia “negli ultimi anni ha continuato a tagliare gli investimenti sulla formazione, nonostante abbia assegnato solo il 4,9 per cento del prodotto interno lordo al settore educazione”. E precisa che, considerando il gruppo dei 31 paesi dell’Ocse, “solo Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia spendono meno”.

Un pericolo per il nostro Paese, evidenziato anche dal professore della Luiss Antonio Cocozza, intervistato dall’agenzia. “A rischio è un’intera generazione, che potrebbe restare disoccupata o non trovare una occupazione in linea con i propri studi”, precisa Cocozza. “Io sono d’accordo con l’austerità, ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticarci di investire in questi settori, altrimenti rischiamo di non essere pronti per la futura ripresa economica”.

 

 

 

 

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