Life Seedforce: banche dei semi per salvare le piante autoctone italiane dall’estinzione

Finanziato dalla Commissione europea, punta alla tutela e propagazione di 29 specie particolarmente minacciate, dal ribes della Sardegna alla testa di drago del Trentino.

Il progetto, finanziato per 7.790.685 euro attraverso il programma LIFE, è guidato dal Museo delle Scienze (MUSE) di Trento e coinvolge in questa grande operazione di salvataggio e salvaguardia delle piante autoctone italiane ben 15 partner da 10 regioni italiane, Francia, Slovenia e Malta. Iniziato formalmente lo scorso ottobre e durerà fino alla fine del 2026.

Il progetto è appunto seguito dal Muse insieme a 15 partner italiani e stranieri e implementato in 10 regioni del nostro Paese (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Veneto), oltre che nelle zone di confine in Francia e Slovenia e a Malta.

Anche l’Università di Udine, attraverso il suo dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A), partecipa al progetto “Life SeedforceUsing SEED banks to restore and reinFORCE the endangered native plants of Italy”, che mira a recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d’estinzione grazie a banche dei semi.

L’Italia ospita un numero elevato di piante di interesse comunitario, molte delle quali esclusive delle nostre regioni, con ben 104 specie vegetali incluse nella Direttiva Habitat. Di queste specie, secondo l’ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, 58 sono in cattivo stato di conservazione e a rischio di estinzione.

Il rischio di estinzione per queste specie, a parte i fattori intrinseci come la scarsità numerica degli individui delle popolazioni e l’isolamento, è causato dalle modifiche dell’habitat prodotte dall’uomo, tra le quali l’abbandono delle pratiche agricole e territoriali tradizionali (come la cessazione della ceduazione e della fienagione negli habitat semi-naturali e il pascolo eccessivo), l’invasione di specie aliene e il cambiamento d’uso causato da attività ricreative ad alto impatto e dal turismo.

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