Linea dura del Ministero contro le occupazioni: “Gli studenti dovranno pagare i danni e la sanificazione delle aulee”

Tolleranza zero per le occupazioni a scuola. Il Ministero dell’Istruzione pronta ad un giro di vite per mettere un freno alla protesta degli studenti. Soltanto a Roma sono 50 gli istituti dove le lezioni sono state sospese. L’indicazione è quella di chiedere i danni ai ragazzi identificati dalla polizia durante le occupazioni.

Gli studenti dovranno pagare i danni (e i costi di sanificazione) delle aule occupate: mano pesante del Ministero dell’Istruzione contro le occupazioni a scuola. Ad annunciare il passaggio alla tolleranza zero è una comunicazione inviata dall’Ufficio scolastico regionale del Lazio ai presidi in cui chiede di assumere una linea dura con gli studenti che hanno occupato. Solo a Roma la scorsa settimana erano più di 50 gli istituti occupati e anche in altre città, da Milano a Bologna passando per Torino e Napoli, le lezioni sono state sospese proprio a causa delle occupazioni messe in campo dagli studenti, con alcuni presidi che hanno addirittura optato per attivare la Dad per gli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze di Natale in modo da non perdere totalmente le lezioni prima della pausa invernale.

Nonostante nelle prime righe l’Ufficio scolastico regionale ammetta che “è necessario ascoltare le richieste dei ragazzi”, il documento poi dà indicazioni precise: “Vi chiedo di denunciare formalmente il reato di interruzione del pubblico servizio e di chiedere lo sgombero dell’edificio, avendo cura di identificare, nella denuncia, quanti possiate degli occupanti”.

Come ha ricordato il presidente dell’Anp di Roma Mario Rusconi al Corriere delle Sera, è la prima volta che il Ministero prende posizione in modo così netto. La comunicazione è a firma di Rocco Pinneri, capo dell’ufficio scolastico del Lazio. Per lui non ci sono scuse perché “le occupazioni violano il diritto costituzionale all’istruzione di quei numerosi studenti che non condividono il ricorso a tale strumento e la presenza spesso cospicua di soggetti esterni alle scuole non permette poi ai dirigenti di concedere forme alternative come l’assemblea o la cogestione”.

Pinneri chiede che i danni delle occupazioni siano risarciti dagli studenti. “Danni che – scrive – non possono avere alcuna valenza politica e che esprimono solo vandalismo: arredi e dotazioni laboratoriali distrutti, infissi e impianti danneggiati, distributori automatici divelti e svuotati, controsoffitti infranti e fatti precipitare, furti a danno dei bar interni”.

Da qui le indicazioni ministeriali: “Chiedete a chi è stato identificato di risarcire la spesa per la sanificazione della scuola assieme a ogni eventuale danno, non essendo giusto che se ne debba far carico la collettività, cioè persino quegli studenti che non hanno occupato e che sono stati già danneggiati, per la violenza di alcuni compagni o di esterni. Agli occupanti identificati occorrerà anche applicare le misure disciplinari previste dal regolamento di ciascuna scuola e dell’occupazione si terrà conto nel voto in condotta” si legge ancora nel documento.

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