Laurea, tirocinio e concorso: ecco il nuovo percorso per insegnare nelle scuole medie e superiori

Pronto il nuovo decreto che individua le nuove modalità per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Oltre al titolo di studio nella materia che si vuole insegnare servirà anche ottenere 60 crediti formativi (nelle università) e poi superare l’ultimo scoglio del concorso (che sarà annuale).

Una laurea magistrale nella disciplina che si vorrà insegnare, 60 crediti da ottenere attraverso un tirocinio formativo (che potrà cominciare già dall’ultimo biennio), una prova finale e poi il concorso. Sono queste le tappe per diventare docenti di scuola media e superiori previste dalla nuova bozza di decreto che i ministri dell’istruzione Patrizio Bianchi e quello dell’Università, Maria Cristina Messa, che oggi presenteranno alla maggioranza e ai sindacati prima della sua approvazione finale.

Il documento, anticipato oggi da Repubblica, prevede che non non ci sarà una laurea ad hoc per diventare insegnanti ma la creazione di un percorso a numero chiuso simile ai Tfa – i tirocini formativi attivi – che già ci sono per gli aspiranti insegnanti di sostegno. Il decreto prevede un anno circa di studio e tirocinio in classe, lo svolgimento di un esame finale (che sarà la preparazione di una lezione vera e propria) e poi il concorso che nelle intenzioni del ministro Bianchi dovrebbe finalmente diventare annuale.

I tempi per la sua approvazione sono molto stretti visto che la riforma è una delle riforme previste dal Pnrr ma difficilmente sarà pronta verso per la fine dell’anno scolastico visto che ci sono ancora diversi punti da definire come i problemi sulla fase transitoria, lo scoglio di cosa riconoscere o non ai precari, le discipline specifiche da studiare.

Questo nuovo percorso nei fatti riprende in parte quello che era il modello delle Ssis, le scuole per professori che abilitavano all’insegnamento che però sono state abolite nel 2009, e in parte lo schema della Buona Scuola con il tirocinio formativo che però non è mai entrato in vigore. Adesso saranno le università che dovranno preparare i corsi per i docenti, ma gli studenti che potranno cominciare ad accumulare i crediti (almeno nel biennio finale) e accelerare il percorso per l’abilitazione. Per evitare che si creino lungaggini nel percorso è previsto anche che si possa sostenere il concorso dopo aver accumulato 30 crediti (al momento ne servono 24) e poi ultimare la preparazione prima dell’assunzione.

Una volta finita l’abilitazione e superato il concorso, il neo professore sarà assunto in prova per un anno e poi diventerà di ruolo. Prevista anche la “formazione continua” per i docenti: chi la svolgerà avrà diritto ad aumenti di stipendio.

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